La Thailandia è di nuovo sotto shock. A meno di 24 ore dalla tragedia ferroviaria che ha provocato 32 morti e oltre 60 feriti, il Paese è stato colpito da un secondo grave incidente edile, alimentando timori sulla sicurezza dei cantieri e sulla gestione delle grandi opere infrastrutturali. Il nuovo episodio, avvenuto in un’area periferica di Bangkok, ha coinvolto un’impalcatura in fase di montaggio per un progetto di edilizia residenziale. Secondo le prime ricostruzioni, una sezione della struttura sarebbe crollata improvvisamente durante le operazioni di sollevamento dei materiali, ferendo diversi operai. Le autorità non hanno ancora diffuso un bilancio ufficiale, ma fonti ospedaliere parlano di almeno sette lavoratori coinvolti, alcuni in condizioni critiche. Il Paese non aveva ancora assorbito l’impatto della tragedia precedente: il crollo di una gru impegnata nella costruzione di una linea ferroviaria sopraelevata, precipitata sui binari pochi istanti prima del passaggio di un treno passeggeri. L’impatto ha causato il deragliamento del convoglio e un incendio in più carrozze, con un bilancio devastante di vittime e dispersi. Il governo thailandese ha annunciato l’apertura di un’indagine congiunta tra Ministero dei Trasporti e Ministero del Lavoro per verificare eventuali negligenze e valutare la sicurezza dei cantieri attivi nel Paese. Le prime verifiche indicano che entrambe le opere — quella ferroviaria e quella residenziale — erano gestite da appaltatori privati coinvolti in progetti di modernizzazione infrastrutturale. Gli incidenti consecutivi hanno scatenato un’ondata di critiche sui social e tra i sindacati degli operai edili, che denunciano da anni condizioni di lavoro precarie, turni estenuanti e controlli insufficienti. Le opposizioni chiedono ora una revisione completa dei protocolli di sicurezza e un maggiore intervento dello Stato nella supervisione dei cantieri.



