Una delegazione danese guidata dal ministro degli Esteri Lars Løkke Rasmussen è arrivata a Washington, mentre alla Casa Bianca e nei palazzi del potere statunitense si discute apertamente di un piano che, secondo la NBC, rappresenterebbe una “priorità assoluta” per il presidente Donald Trump. Secondo l’emittente americana, il segretario di Stato Marco Rubio avrebbe ricevuto l’ordine di presentare nelle prossime settimane una proposta formale per l’acquisto della Groenlandia, con una cifra stimata fino a 700 miliardi di dollari. Alla vigilia del vertice, Rasmussen ha ribadito che “l’integrità territoriale del Regno di Danimarca e il diritto all’autodeterminazione del popolo groenlandese devono essere protette”.
“A questo non rinunceremo mai”, ha scritto su Facebook, ricordando il lungo rapporto diplomatico tra Copenaghen e Washington. Trump, dal canto suo, ha rilanciato la propria posizione con toni ultimativi sui social. “Gli Stati Uniti hanno bisogno della Groenlandia per motivi di sicurezza nazionale. È fondamentale per il Golden Dome che stiamo costruendo”, ha scritto su Truth. “La Nato dovrebbe aprirci la strada per ottenerla. Se non lo facciamo noi, lo faranno la Russia o la Cina. Qualunque cosa al di sotto di questo è inaccettabile”. In un altro messaggio, commentando un rapporto dell’intelligence danese che segnalava interessi militari russi e cinesi nell’Artico, il presidente ha attaccato direttamente Copenaghen: “Dite alla Danimarca di mandarli via di qui, subito. Due slitte trainate da cani non basteranno. Solo gli Stati Uniti possono farlo”.
Tensione in Europa
Parole che hanno contribuito ad alzare il livello di tensione e che hanno fatto da sfondo a una scelta diplomatica significativa. L’incontro ad alto livello tra Stati Uniti, Danimarca e Groenlandia è stato infatti spostato dalla Casa Bianca al vicino Eisenhower Building, sede degli uffici del vicepresidente J.D. Vance. Una decisione che, secondo i media danesi, potrebbe essere letta come un tentativo di allentare le tensioni, tenendo il confronto lontano dal presidente. Al tavolo sono previsti Vance, Rubio, Rasmussen e la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt. Dal fronte europeo sono arrivate prese di posizione nette.
La presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha dichiarato che “gli abitanti della Groenlandia possono contare sull’Unione Europea”, ricordando gli investimenti effettuati negli ultimi anni e l’apertura dell’ufficio Ue a Nuuk. Anche il Parlamento europeo ha reagito. La Conferenza dei presidenti dell’Eurocamera ha approvato a larga maggioranza una dichiarazione di pieno sostegno alla Groenlandia e alla Danimarca, definendo le affermazioni dell’amministrazione Trump “una palese sfida al diritto internazionale, ai principi della Carta dell’Onu e alla sovranità e integrità territoriale di un alleato Nato”. “Tali dichiarazioni sono inaccettabili”, si legge nel testo.
Preparazione militare
Sul piano militare, la Danimarca ha annunciato un rafforzamento della propria presenza sull’isola. Il ministro della Difesa Troels Lund Poulsen ha confermato l’invio di ulteriori truppe ed equipaggiamenti, con un maggiore coinvolgimento della Nato nelle esercitazioni artiche. Anche la Svezia ha annunciato l’invio di ufficiali militari in Groenlandia, su richiesta danese, nell’ambito dell’esercitazione “Operation Arctic Endurance”. Si muove anche l’Europa continentale. La Francia ha annunciato che aprirà un consolato in Groenlandia il 6 febbraio, definendo l’iniziativa “un segnale politico”.
“La Groenlandia non è in vendita”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, sottolineando che il territorio “non vuole essere posseduto, governato o integrato dagli Stati Uniti”. Berlino, invece, ha chiarito che l’apertura di un consolato tedesco non è al momento in programma. Più duro il messaggio arrivato dall’Eliseo. Il presidente Emmanuel Macron ha avvertito che una violazione della sovranità groenlandese avrebbe “conseguenze a cascata senza precedenti”, assicurando piena solidarietà alla Danimarca. Nel dibattito è intervenuta anche Mosca. La portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova ha accusato l’Ue di “distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica”, invitando i leader europei a “concentrarsi sulla Groenlandia piuttosto che commentare l’Iran”.
Proteste contro Trump
Intanto, in Danimarca la protesta contro le dichiarazioni del presidente statunitense ha assunto anche toni simbolici. È diventato virale un berretto con lo slogan “Now it’s Nuuk!” e “Make America go away”. Nonostante le reazioni internazionali, Trump ha continuato a rilanciare. In un’intervista al New York Times ha definito l’annessione della Groenlandia “psicologicamente importante” e, riferendosi al primo ministro groenlandese Jens-Frederik Nielsen, ha commentato: “Non so chi sia. Non so nulla di lui. Ma questo sarà un grosso problema per lui”.



