La Nasa entra nelle settimane decisive per una delle missioni più attese dell’esplorazione spaziale moderna: Artemis II, il primo volo con equipaggio diretto verso la Luna dal 1972. L’agenzia ha confermato che il lancio è programmato per il 6 febbraio 2026, con una finestra ufficiale che resterà aperta dal 31 gennaio al 14 febbraio. La missione, della durata di 10 giorni, porterà quattro astronauti in un viaggio attorno al nostro satellite senza allunaggio: gli statunitensi Reid Wiseman, Victor Glover e Christina Koch, insieme al canadese Jeremy Hansen. Sarà il primo equipaggio umano in 53 anni a superare l’orbita terrestre bassa, un traguardo che segna la ripartenza dell’esplorazione lunare in vista del futuro allunaggio di Artemis III, attualmente previsto per il 2027. Il percorso verso il lancio è scandito da una serie di passaggi tecnici cruciali. Il razzo SLS e la capsula Orion verranno trasferiti sulla rampa il 17 gennaio. La NASA ha inoltre definito una serie di date di riserva — 7, 8, 10 e 11 febbraio — per far fronte a eventuali imprevisti legati al meteo o ai sistemi di bordo. La scelta del giorno di lancio non è arbitraria: dipende da una complessa combinazione di fattori orbitali, tra cui l’allineamento tra Terra e Luna, le prestazioni del vettore e le condizioni atmosferiche al Kennedy Space Center in Florida. Se febbraio dovesse risultare impraticabile, l’agenzia ha già individuato ulteriori finestre a marzo e aprile. Artemis II rappresenta un volo di prova con equipaggio che dovrà validare i sistemi di navigazione, comunicazione e sicurezza prima del ritorno dell’uomo sulla superficie lunare. Come sottolineano gli esperti, il successo di questa missione determinerà il ritmo dell’intero programma Artemis, che punta a stabilire una presenza umana sostenibile sulla Luna e a preparare il terreno per le future missioni verso Marte. Dopo oltre mezzo secolo, l’America è pronta a tornare dove tutto è cominciato. E questa volta, il viaggio è solo l’inizio.



