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United States Supreme Court Building

Usa, la Corte Suprema apre il fronte decisivo sui divieti sportivi per atlete transgender

martedì, 13 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

La Corte Suprema degli Stati Uniti si prepara ad affrontare uno dei casi più delicati e divisivi della stagione giudiziaria: le argomentazioni orali nei procedimenti che contestano i divieti sportivi per le atlete transgender, adottati da diversi Stati conservatori. Le udienze, fissate per il 13 gennaio 2026, riguardano due casi chiave: Little v. Hecox (Idaho) e West Virginia v. B.P.J.. Entrambe le leggi vietano alle donne transgender — definite nei testi normativi come “maschi biologici” — di competere nelle squadre femminili scolastiche e universitarie. I ricorrenti sostengono che tali divieti violino il Titolo IX, la storica norma federale che tutela l’uguaglianza di genere nello sport e nell’istruzione.

Gli Stati, invece, difendono le leggi come strumenti necessari per garantire equità competitiva, sicurezza e privacy delle atlete cisgender. Il procuratore generale del West Virginia, JB McCuskey, ha dichiarato che “i maschi biologici sono più grandi, più veloci e più forti delle ragazze”, auspicando una sentenza “9-0” a favore degli Stati. Una posizione che riflette la linea dura dei governatori repubblicani, mentre la Casa Bianca spinge per un’interpretazione inclusiva del Titolo IX, ampliata nel 2024 per proteggere gli studenti transgender.

Secondo Il Metropolitano, la Corte appare profondamente divisa: da un lato i giudici conservatori, inclini a riconoscere agli Stati un ampio margine di regolazione; dall’altro l’ala progressista, che teme un precedente capace di restringere i diritti delle persone transgender in tutto il Paese. Il caso ha un peso politico enorme. Come ricorda Il Napolista, la decisione potrebbe ridefinire l’accesso allo sport femminile in vista delle Olimpiadi di Los Angeles 2028, con il rischio di alimentare tensioni culturali e polarizzazione nazionale. Una sentenza è attesa entro l’estate. Qualunque sarà l’esito, segnerà un punto di svolta nella battaglia americana tra identità di genere, diritti civili e regolamentazione sportiva.

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