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ISS, emergenza sanitaria a bordo: la NASA conferma il rientro anticipato della Crew‑11

sabato, 10 Gennaio 2026
1 minuto di lettura

La Stazione Spaziale Internazionale è al centro di una delle situazioni più delicate della sua storia recente: un problema medico che ha colpito uno degli astronauti della missione Crew‑11 ha costretto la NASA a pianificare un rientro anticipato dell’intero equipaggio. L’agenzia statunitense ha confermato che la partenza dalla ISS avverrà non prima delle 17:00 ET del 14 gennaio, con ammaraggio previsto nelle prime ore del 15 gennaio al largo della California, condizioni meteo permettendo. L’astronauta coinvolto — di cui non è stata resa nota l’identità — si trova in condizioni stabili, ma la NASA ha chiarito che la Stazione non dispone delle capacità diagnostiche necessarie per gestire il caso in sicurezza. Per questo motivo, l’amministratore Jared Isaacman ha annunciato un rientro anticipato definito “senza precedenti” nei 25 anni di storia dell’avamposto orbitale. L’emergenza ha portato alla cancellazione della passeggiata spaziale prevista per l’8 gennaio, che avrebbe segnato la ripresa delle attività extraveicolari dopo mesi di sospensione. L’EVA avrebbe coinvolto gli astronauti Mike Fincke e Zena Cardman, entrambi parte della Crew‑11 insieme al giapponese Kimiya Yui e al russo Oleg Platonov. La NASA ha ribadito che non si tratta di un incidente tecnico né di un problema strutturale della ISS: la situazione è sotto controllo, ma richiede l’accesso a strutture mediche terrestri avanzate. Per questo, l’agenzia ha attivato procedure straordinarie di rientro, coordinate con SpaceX, che fornirà la capsula Dragon per il viaggio di ritorno. L’episodio riaccende il dibattito sulla gestione del rischio sanitario in orbita, un tema sempre più centrale man mano che le missioni diventano più lunghe e complesse. È anche un promemoria della fragilità umana in un ambiente dove ogni imprevisto può trasformarsi in un’operazione internazionale di emergenza.

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