Un nuovo attacco armato ha colpito il nord della Nigeria, dove un gruppo di uomini armati ha fatto irruzione in un villaggio uccidendo almeno 30 persone e rapendone molte altre. L’assalto è avvenuto nel pomeriggio di sabato nel villaggio di Demo, nel distretto di Borgu, nello stato del Niger, un’area già duramente segnata da violenze e incursioni negli ultimi mesi. Secondo i testimoni, gli aggressori sono arrivati a bordo di motociclette, una modalità ormai ricorrente nei raid dei gruppi armati locali. Una volta raggiunto il mercato del villaggio, hanno aperto il fuoco indiscriminatamente, dato alle fiamme le bancarelle e saccheggiato generi alimentari prima di rapire diversi abitanti, tra cui donne e bambini. Le autorità non hanno ancora fornito un numero preciso dei sequestrati, ma le ricerche sono in corso. L’attacco si inserisce in un contesto di crescente instabilità nella Nigeria nord‑occidentale e centrale, dove bande criminali e milizie locali — talvolta collegate a gruppi jihadisti — compiono regolarmente rapimenti di massa e uccisioni nelle zone rurali. Solo negli ultimi giorni, altri due villaggi vicini erano stati presi di mira, alimentando un clima di paura diffusa e di sfiducia verso la capacità dello Stato di garantire sicurezza. Il portavoce della polizia del Niger, Wasiu Abiodun, ha confermato l’attacco e annunciato l’invio di rinforzi nella zona, mentre le autorità locali chiedono un intervento più deciso del governo federale. La popolazione, intanto, denuncia l’assenza di protezione e la vulnerabilità dei mercati settimanali, spesso bersaglio dei gruppi armati. Il presidente Bola Tinubu ha più volte promesso una strategia nazionale contro i rapimenti e le violenze rurali, ma gli attacchi continuano a moltiplicarsi, mettendo in luce la complessità di un fenomeno che intreccia criminalità organizzata, povertà estrema e infiltrazioni jihadiste.



