Nella prima domenica di gennaio, a Ruvo di Puglia, la Casa Don Tonino Bello – dove “Casa” significa Comunità, Accoglienza, Solidarietà, Amicizia – si è fatta luogo di incontro autentico, di ascolto profondo e di speranza condivisa.
Nicolò Mannino, Presidente del Parlamento della Legalità Internazionale e Interlocutore Referente della Pontificia Accademia di Teologia, insieme ad Aldo Alex Caputo, collaboratore di Presidenza del Parlamento della Legalità Internazionale e anch’egli interlocutore referente della Pontificia Accademia di Teologia, ha visitato la Comunità, incontrando i ragazzi che ogni giorno lottano per ricostruire la propria vita, passo dopo passo, con coraggio e verità.

Ad accogliere i visitatori è stato Damiano De Lucia, operatore della Comunità, che con sobrietà e umanità ha accompagnato l’incontro, rendendo visibile quel lavoro silenzioso che ogni giorno trasforma la fragilità in possibilità.
Alla visita è seguita la celebrazione eucaristica, presieduta da don Massimiliano De Silvio, guida spirituale della Comunità. Una liturgia intensa, segnata da volti che raccontano storie vere, da silenzi carichi di significato e da una fede che non giudica, ma accompagna.
Durante la Messa è intervenuto Niccolò Mannino, offrendo una riflessione che ha colpito profondamente i presenti: «Non deve far paura il buco della droga, ma le cisterne della solitudine».
Parole che ribaltano lo sguardo comune e indicano con chiarezza dove nasce davvero la sofferenza: non nella caduta, ma nell’isolamento; non nella fragilità, ma nell’abbandono. Una solitudine che può essere vinta solo attraverso relazioni vere, comunità accoglienti, responsabilità condivisa.
A volere fortemente questo incontro è stato monsignor Domenico Cornacchia, detto affettuosamente don Mimmo, vescovo della diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi e guida spirituale del Parlamento della Legalità Internazionale.
È proprio nel territorio di Ruvo di Puglia che sorge la Casa intitolata a don Tonino Bello, vescovo della pace e degli ultimi, la cui eredità spirituale continua a vivere in gesti concreti di prossimità, ascolto e misericordia.
Al termine dell’incontro, quando la celebrazione sembrava ormai conclusa, è accaduto qualcosa che ha toccato tutti nel profondo.
Un ragazzo della Comunità, Andrea, ha consegnato a Nicolò Mannino una lettera scritta e letta nella notte di Natale. Non un semplice manoscritto, ma un dono dell’anima: un messaggio di amicizia, consapevolezza e speranza.
Parole nate dal dolore attraversato, dalla fatica vissuta, ma anche da una maturità interiore che sorprende e commuove.
La lettera di Andrea
“Prego perché la sensibilizzazione ci permetta di non soffermarci solo a guardare, ma ad osservare le cose, permettendoci di reagire in maniera costruttiva senza esserne fagocitati.
Prego nella speranza che, se è vero che dietro ogni buco c’è una vita, è altrettanto vero che dietro ogni vita c’è un buco; consci di questo, riusciamo ad accettarlo e a non nutrire quel buco, ma capendo come, in fondo, siamo tutti fratelli, io riesca sempre più a vivere ogni giorno nell’amor proprio, degli altri e della vita.
Prego nella speranza che si capisca che la speranza non è una specie di ripostiglio dei desideri mancati, ma un esercizio della volontà – A Nico, Andrea”.
In questa prima domenica di gennaio, a Ruvo di Puglia, la legalità si è fatta relazione, la fede si è fatta ascolto, la speranza si è fatta parola scritta a mano.
E ancora una volta, in una Casa che porta il nome di don Tonino Bello, gli ultimi hanno insegnato a tutti dove nasce davvero la rinascita.



