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Trump condivide editoriale sul falso attacco a Putin: dimostra che la Russia ostacola la pace

Indagine della Cia: nessun attacco da parte di Kiev. Zelensky: "Mosca porta la guerra nel nuovo anno". Drone a Capodanno su hotel nel Kherson, almeno 24 morti
venerdì, 2 Gennaio 2026
2 minuti di lettura

Tra nuovi attacchi su larga scala, accuse incrociate e una trattativa diplomatica a singhiozzo, la guerra in Ucraina resta sospesa su nodi ancora irrisolti. Nella notte di Capodanno, la Russia ha lanciato oltre duecento droni contro il territorio ucraino, colpendo in particolare le infrastrutture energetiche. A denunciarlo è stato il presidente Volodymyr Zelensky, che ha accusato Mosca di “portare deliberatamente la guerra nel nuovo anno”. Secondo Kiev, gli attacchi hanno causato blackout diffusi. Nella regione della Volinia oltre 100.000 utenze sono rimaste senza elettricità, con incendi e danni a impianti critici tra Lutsk e Kovel. Sul fronte opposto, Mosca accusa Kiev di aver colpito civili durante i festeggiamenti di Capodanno. Le autorità russe sostengono che un drone ucraino abbia attaccato un bar e un hotel a Khorly, nella regione di Kherson, causando almeno 24 morti e più di cinquanta feriti, tra cui diversi minori. Il governatore filorusso Vladimir Saldo ha parlato di un attacco “deliberato”, mentre il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev ha minacciato “rappresaglie inevitabili” contro l’Ucraina. Kiev non ha confermato la versione russa, mentre osservatori internazionali invitano alla cautela sulla dinamica dell’episodio. Sul piano dell’intelligence, Kiev ha smentito anche la notizia della presunta uccisione di Denis Kapustin, leader dei volontari russi filoucraini. Secondo il capo dell’intelligence militare ucraina Kyrylo Budanov, la sua morte sarebbe stata inscenata e l’operazione avrebbe permesso ai servizi di Kiev di appropriarsi del compenso versato da Mosca per eliminarlo.

Attentato a Putin smentito dalla Cia

A rendere ancora più teso il clima, l’apparente presa di posizione di Trump sul presunto attacco con droni a una residenza di Vladimir Putin. Dopo aver inizialmente espresso indignazione,Trump ha condiviso sui suoi social un editoriale del New York Post che definisce l’episodio una “fanfaronata” utile a sabotare il processo di pace. Secondo un’indagine della Central Intelligence Agency, Kiev non avrebbe preso di mira la dacia di Putin a Valdai, ma un obiettivo militare nella stessa area. Una valutazione che smentisce le accuse russe e ridimensiona uno degli incidenti più delicati delle ultime settimane. Nell’articolo del Nyp si afferma che la falsa accusa di Mosca è la dimostrazione che è la Russia a ostacolare la pace e aver “sputato in faccia all’America”. La condivisione del presidente Usa di questo articolo è quindi molto significativa sul piano politico, specie in concomitanza con il discorso di capodanno di Zelensky, che ha ribadito che l’accordo di pace di Trump è “pronto al 90 per cento”, ma che il restante 10 per cento “contiene tutto”, a partire dalla questione dei territori e dalle garanzie di sicurezza. Kiev rifiuta l’ipotesi di un ritiro dal Donbass come condizione per la pace, definendola un inganno che aprirebbe la strada a nuove offensive russe. “Vogliamo la fine della guerra, non la fine dell’Ucraina”, ha insistito il presidente, sottolineando la stanchezza del Paese ma anche la determinazione a resistere.

Gli schieramenti internazionali

In parallelo, la diplomazia statunitense ha intensificato i contatti internazionali. L’inviato della Casa Bianca Steve Witkoff ha definito “fruttuoso” un colloquio con i consiglieri per la sicurezza di Ucraina, Francia, Germania e Regno Unito, concentrato sul rafforzamento delle garanzie di sicurezza e sui meccanismi per evitare una ripresa del conflitto. Resta inoltre alta l’attenzione sul fronte del Mar Baltico, dove la polizia finlandese ha sequestrato la nave mercantile Fitburg, partita da San Pietroburgo e diretta a Haifa, sospettata di aver danneggiato un cavo sottomarino: tutti i 14 membri dell’equipaggio sono stati arrestati. Sul fronte opposto, la Corea del Nord ha ribadito il proprio sostegno a Mosca. Il leader Kim Jong Un ha elogiato le truppe impegnate “in una terra straniera”, confermando di fatto il coinvolgimento di soldati nordcoreani al fianco della Russia. Secondo le stime di Seul, migliaia di militari sarebbero stati inviati e centinaia sarebbero già morti o feriti. Sullo sfondo, emergono anche storie individuali che riflettono la complessità del conflitto, come quella di due prigionieri di guerra nordcoreani catturati dall’Ucraina, che in una lettera visionata a dicembre hanno espresso la speranza di iniziare “una nuova vita” in Corea del Sud. Episodi che, tra guerra ibrida, sabotaggi e defezioni, mostrano come il conflitto continui a estendersi ben oltre il campo di battaglia locale.

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