Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha incontrato nuovamente il presidente russo Vladimir Putin a Mosca, sfidando la linea comune dell’Unione Europea sulla guerra in Ucraina e sulle relazioni con il Cremlino. La visita, non annunciata ufficialmente in anticipo, ha suscitato reazioni immediate tra i partner europei, che accusano Budapest di minare la coesione diplomatica dell’UE in un momento di alta tensione geopolitica. Secondo fonti russe, l’incontro si è svolto nel complesso del Cremlino e ha riguardato “questioni energetiche, commerciali e di sicurezza regionale”. Orbán ha ribadito la posizione dell’Ungheria contraria alle sanzioni europee contro Mosca, sottolineando la necessità di “dialogo e pragmatismo” per garantire la stabilità del continente. Il premier ungherese ha inoltre elogiato la cooperazione energetica con la Russia, in particolare sul gas e sul nucleare, e ha criticato le “pressioni ideologiche” provenienti da Bruxelles. “L’Ungheria difende i propri interessi nazionali e non accetta diktat”, ha dichiarato Orbán in una conferenza stampa congiunta. La Commissione europea ha reagito con freddezza, ricordando che “qualsiasi contatto bilaterale con la Russia deve essere coerente con le posizioni comuni dell’Unione”. Diversi leader europei, tra cui quelli di Polonia, Germania e Paesi baltici, hanno espresso preoccupazione per la “ambiguità strategica” dell’Ungheria, accusandola di indebolire gli sforzi diplomatici e militari a sostegno dell’Ucraina. L’incontro segna il secondo faccia a faccia tra Orbán e Putin in meno di sei mesi, alimentando il sospetto che Budapest stia cercando di ritagliarsi un ruolo autonomo nello scacchiere eurasiatico. Mentre l’UE discute nuove misure di sostegno a Kiev e il rafforzamento della difesa comune, la mossa di Orbán rischia di accentuare le divisioni interne e di complicare ulteriormente il rapporto tra Bruxelles e Budapest, già teso su temi come lo stato di diritto, l’immigrazione e la libertà di stampa.



