La Corea del Sud è scossa da uno scandalo senza precedenti: l’ex first lady Kim Keon-hee, moglie dell’ex presidente Yoon Suk-yeol, è stata arrestata con l’accusa di corruzione, frode finanziaria e interferenze elettorali. Il tribunale distrettuale centrale di Seul ha emesso il mandato d’arresto il 12 agosto, citando il rischio di manomissione delle prove e la gravità delle accuse. Kim è sospettata di aver partecipato a uno schema illecito per gonfiare il valore delle azioni della società Deutsch Motors tra il 2009 e il 2012. Le indagini hanno portato alla luce 16 capi d’imputazione, tra cui la ricezione di regali di lusso — borse Chanel, gioielli e accessori Dior — da parte della Chiesa dell’Unificazione, in cambio di favori politici. L’arresto di Kim segue quello del marito, l’ex presidente Yoon, già detenuto per alto tradimento e tentato colpo di stato, dopo aver cercato di imporre la legge marziale nel dicembre 2024. È la prima volta nella storia del Paese che un’ex coppia presidenziale si trova contemporaneamente dietro le sbarre. Secondo i pubblici ministeri, Kim avrebbe anche interferito nella selezione dei candidati per le elezioni parlamentari del 2022 e del 2024, violando le leggi elettorali. Il suo coinvolgimento diretto nella vita politica e finanziaria del Paese ha sollevato interrogativi sulla trasparenza delle istituzioni e sulla vulnerabilità del sistema democratico sudcoreano. “Mi scuso sinceramente per aver causato problemi pur essendo una persona di nessuna importanza”, ha dichiarato Kim all’arrivo in tribunale. Ma le sue parole non hanno placato le polemiche, né fermato l’indignazione pubblica.
