Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le previsioni di recessione nel contesto della guerra commerciale avviata dall’amministrazione Trump. Gli economisti, guidati da Jan Hatzius, hanno aumentato la probabilità di recessione a 12 mesi dal 35% al 45% e ridotto le stime di crescita del PIL per il 2025 allo 0,5%. Questa revisione riflette il “forte restringimento delle condizioni finanziarie, il boicottaggio dei consumatori stranieri e un crescente livello di incertezza politica”. La previsione di base ipotizza un incremento del tasso tariffario effettivo di 15 punti percentuali, con il rischio di una recessione qualora le nuove tariffe previste per il 9 aprile venissero implementate. Gli esperti indicano che, in tale scenario, il tasso tariffario potrebbe aumentare fino a 20 punti percentuali, gravando ulteriormente sulla crescita economica. Inoltre, il piano tariffario “reciproco” di Trump, programmato per entrare in vigore il 9 aprile, genera ulteriore incertezza e peggiora le prospettive economiche. Tra i fattori principali che influenzano il calo delle previsioni economiche, Goldman Sachs cita il restringimento delle condizioni finanziarie, i boicottaggi da parte dei consumatori esteri e una maggiore instabilità politica, che potrebbe impattare negativamente un numero crescente di aziende statunitensi rispetto alla precedente guerra commerciale. Sul fronte della politica monetaria, gli economisti di Goldman Sachs prevedono che la Federal Reserve potrebbe procedere con tre tagli consecutivi dei tassi di interesse, ciascuno di 25 punti base, in uno scenario di non recessione, portando il tasso di riferimento tra il 3,5% e il 3,75%. Tuttavia, in caso di recessione, si stimano riduzioni dei tassi di interesse fino a 200 punti base entro il prossimo anno. Complessivamente, la previsione ponderata suggerisce tagli di 130 punti base per quest’anno, in aumento rispetto ai 105 punti base stimati in precedenza.