Ventuno dipendenti pubblici si sono dimessi dal Department of Government Efficiency, guidato da Elon Musk, denunciando in una lettera l’utilizzo strumentale delle loro competenze per “compromettere sistemi governativi, mettere a rischio dati sensibili e smantellare servizi essenziali”. Gli ex membri, precedentemente parte dello United States Digital Service (USDS), hanno dichiarato di non poter più sostenere il proprio impegno verso la Costituzione. Musk, che ha assunto il controllo dell’USDS durante l’amministrazione Trump, ha ribattezzato l’organizzazione “US DOGE Service” con l’obiettivo dichiarato di migliorare l’efficienza governativa. Tradizionalmente, l’USDS era incaricato di ottimizzare i sistemi digitali e i servizi pubblici, ma i dipendenti dimissionari hanno accusato DOGE di adottare un approccio distruttivo e poco trasparente. Musk ha definito le dimissioni “fake news”, sostenendo che i dipendenti sarebbero stati comunque licenziati. Katie Miller, attuale dipendente DOGE, ha ridicolizzato i dimissionari sui social media. Un ex membro dell’USDS ha spiegato che l’agenzia originariamente puntava a rendere il governo più efficiente, mentre DOGE sembra privilegiare strategie di smantellamento. La lettera di dimissioni, pubblicata su WetheBuilders.org, denuncia licenziamenti arbitrari e una gestione negligente dei dati. I firmatari hanno criticato l’inefficienza di DOGE e l’abbandono di servizi cruciali come previdenza sociale e aiuti per emergenze. Harrison Fields, vice portavoce della Casa Bianca, ha difeso DOGE, accusando i media di amplificare le critiche e sottolineando che i dipendenti non allineati con la visione dell’amministrazione Trump non sono i benvenuti. Tuttavia, alcuni esponenti repubblicani, tra cui John Thune e Nicole Malliotakis, hanno espresso preoccupazione, chiedendo un approccio più ponderato nella riduzione del personale federale e nella gestione delle risorse pubbliche.