Il reverendo James Lawson Jr., uno dei promotori della protesta non violenta, è morto, all’età di 95 anni, a Los Angeles, dopo una breve malattia. Fu pastore, organizzatore sindacale, professore universitario, e stretto consigliere di Martin Luther King Jr., che lo considerava “il principale teorico della nonviolenza”. Lawson incontrò King nel 1957. I due condivisero un forte interesse per le idee di Gandhi e King esortò Lawson a applicarle nel sud degli Stati Uniti. Condusse seminari a Nashville, preparando attivisti come John Lewis e Diane Nash a resistere pacificamente alle reazioni violente. Le sue lezioni portarono Nashville a desegregare il centro città il 10 maggio 1960. Lawson dimostrò come l’azione non violenta potesse mettere in luce le ingiustizie delle strutture razziste. Organizzò anche lo sciopero dei lavoratori del settore igienico. Sebbene profondamente colpito dall’assassinio di King, Lawson continuò a promuovere la non violenza per tutta la vita. Nato il 22 settembre 1928 a Massillon, Ohio, iniziò il suo impegno per la non violenza da giovane e rifiutò di servire nella guerra di Corea, finendo in prigione come obiettore di coscienza. Studiò il concetto di “satyagraha” in India e applicò il principio cristiano di porgere l’altra guancia per sfidare leggi ingiuste negli Stati Uniti. Frequentò corsi di teologia alla Vanderbilt University e organizzò il Comitato di coordinamento nonviolento degli studenti, nonostante fosse espulso da Vanderbilt, dove tornò come professore nel 2006. Conseguì la laurea in teologia alla Boston University e divenne pastore a Memphis prima di trasferirsi a Los Angeles. Lawson restò attivo fino ai 90 anni, sostenendo le nuove generazioni e ricordando l’importanza di continuare a lottare per i diritti civili.