Due tribunali russi hanno emesso le prime condanne nei confronti di quello che il governo definisce “movimento sociale internazionale LGBT” dichiarato estremista lo scorso anno. Il tribunale della regione meridionale di Volgograd ha dichiarato colpevole un uomo reo di aver esposto “i simboli di un’organizzazione estremista” e pubblicato online una foto di una bandiera LGBT. Artyom P., a cui è stato ordinato di pagare una multa di 1.000 rubli, ha ammesso la colpa pentendosi e affermando di aver pubblicato l’immagine “per stupidità”. Nella giornata di lunedì, un tribunale di Nizhny Novgorod, a est di Mosca, aveva condannato una donna a cinque giorni di detenzione amministrativa. L’imputata si trovava in un bar quando un uomo, avvicinandosi, e le ha chiesto di togliersi gli orecchini a forma di rana che mostravano l’immagine di un arcobaleno, simbolo di Aegis, un gruppo per i diritti LGBTQ. Successivamente l’uomo, che aveva filmato l’incontro, ha pubblicato il video online, ragione per cui la donna è stata chiamata in questura. La prossima settimana riprenderà il processo a Saratov, nel sud-ovest della Russia, contro un fotografo che ha pubblicato immagini di bandiere arcobaleno su Instagram.
Divieto
La bandiera arcobaleno rappresenta la comunità lesbica, gay, bisessuale, transgender e queer. Per la legge russa, è vietato a chiunque nel Paese “esporre i simboli” di organizzazioni considerate estremiste, un elenco che include il social network Meta. La Corte Suprema russa ha vietato il “movimento LGBT” nel mese di novembre scorso, proseguendo con una serie di restrizioni sempre più stringenti riguardo alle espressioni dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere. Una legge approvata nel mese di luglio scorso ha vietato i cambiamenti legali o medici di genere per i transgender russi, mentre una legge che proibisce la promozione di rapporti sessuali “non tradizionali” è in vigore da oltre dieci anni.