L’unico vero successo che Hamas ha ottenuto con l’attacco terroristico devastante del 7 ottobre non è stato quello di colpire al cuore Israele.
Hamas sta appena cominciando a pagare il prezzo pesantissimo di questa sua vile azione: presto la sua potenza militare sarà ridotta ai minimi termini e il suo peso politico praticamente azzerato.
Ma il gruppo terrorista che usa i civili palestinesi come scudi umani, ha avuto successo facendo breccia in alcune frange, per fortuna minoritarie, dell’Occidente che non hanno alzato un dito per i 1.400 civili israeliani uccisi a freddo mentre hanno riempito piazze e università perfino quelle più prestigiose degli Stati Uniti con slogan di cui dovrebbero vergognarsi. Questi stessi sedicenti paladini dei diritti umani tacciono rumorosamente di fronte al rigurgito dell’ antisemitismo, un cancro che non si riesce ad estirpare nonostante l’Olocausto.
A questa accozzaglia di persone dal pensiero debolissimo e dalla dignità inesistente si aggiunge un altro gruppo di occidentali decadenti. Sono quelli che si dicono “stanchi della guerra”, come se gli altri invece fossero felici di assistere ogni giorno a distruzioni e morti.
La guerra cui si riferiscono è quella scatenata da Putin contro l’Ucraina. Doveva essere una guerra lampo, ma la resistenza tenace del popolo ucraino l’ha trasformata in una guerra durissima e di posizione.
Ora, dopo quasi due anni, alcuni partiti irresponsabili e certi media superficiali diffondono nell’opinione pubblica il tormentone della “stanchezza”. Ma chi è più stanco della guerra del popolo che la subisce? I primi a volere la pace sono quelli che la pace l’avevano e gli è stata tolta dalla brutalità dell’invasione. Ma gli ucraini la guerra sono costretti a continuarla per liberare la propria patria dalle forze di occupazione. Non solo. Un cedimento alla prepotenza aggressiva di Putin significherebbe una sconfitta dell’Occidente che ha aiutato l’Ucraina e che subirebbe pesanti conseguenze da un esito avverso della guerra di liberazione ucraina.
Fare concessioni a chi ha violato il diritto internazionale significherebbe autorizzare altre violazioni delle regole di convivenza tra gli Stati. In Europa significherebbe far vivere nel terrore non solo il popolo ucraino ma anche gli altri popoli che sentono sul collo il fiato pesante della Russia e che temono un effetto domino che farebbe cadere sotto la minaccia di Mosca la Moldova, la Georgia e, perché no, anche la Romania e la Polonia.
Gli ucraini non possono permettersi il lusso di sentirsi “stanchi” come fanno gli agitatori delle opinioni pubbliche occidentali.
La guerra non è un gioco che prima o poi annoia. La guerra di liberazione dura quanto è necessario che duri fino a quando non ottiene il risultato di ricacciare gli invasori nei loro confini.
Se mettiamo insieme le manifestazioni pro-Hamas, gli attacchi contro Israele, la teoria della stanchezza della guerra abbiamo uno spaccato della tendenza masochista che da tempo sta infettando le coscienze del mondo occidentale. Una tendenza perniciosa che va contrastata e smascherata per quella che è. Non siamo di fronte a gente che si appella a valori superiori. No. Siamo di fronte alla mistificazione della realtà, allo stravolgimento dei valori, per cui le vittime sono trattate come se fossero carnefici e si citano a sproposito parole e concetti nobili come la pace, l’indipendenza dei popoli per difendere proprio coloro che hanno fatto strame di questi valori.
È un impazzimento che nasce in alcuni casi dall’ignoranza, in altri dalla malafede, in altri ancora dalla schizofrenia di chi gode di tutti i diritti che solo l’Occidente garantisce ma nei fatti mostra indulgenza se non compiacenza proprio verso quei regimi che negano quei diritti. Questi masochisti, presi alla lettera vorrebbero che noi ci vergognassimo delle nostre conquiste di libertà e democrazia, che ci ritenessimo responsabili delle peggiori nefandezze e che nutrissimo un complesso di inferiorità verso regimi che sono la negazione della nostra civiltà, cultura e storia dal dopoguerra ad oggi.
C’è anche dello snobismo in questo comportamento, tipico di chi si lamenta dei benefici di cui gode e di cui non farebbe mai a meno, ma finge di non sapere che se l’Occidente lasciasse spazio ai suoi nemici tutti questi diritti andrebbero in fumo.
Non dobbiamo sottovalutarli, non dobbiamo temerli, ma dobbiamo mettere a nudo le loro contraddizioni e arrestare una pericolosa tendenza autolesionistica che potrebbe mettere radici e minare la basi delle democrazie occidentali.