Il programma delle piccole industrie si può dire già fatto e presentato a Draghi, tre punti ma Intervenire subito sul: welfare, Pa e giustizia. Con un piano di formazione per riqualificare chi perderà il lavoro. La Confapi ha una sollecitazione temporale:
“Ora o mai più, il Recovery Fund è un’occasione imperdibile”. A lanciare le proposte il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, dopo l’audizione alla Camera con le Commissioni Bilancio e Attività produttive. L’obiettivo per la Confederazione è la “modernizzazione del sistema produttivo italiano e l’accelerazione verso un’economia sempre più green, digitale e competitiva”.
Confapi annuncia anche la sua disponibilità e il suo impegno diretto.
“Il mondo delle piccole e medie industrie private è pronto a fare squadra con le altre parti sociali e le istituzioni per mettere a terra i progetti del Pnrr”, promette Casasco, e aggiunge, “è lo stesso spirito alla base della nostra proposta di portare avanti le vaccinazioni in azienda per rispondere all’esigenza primaria di coniugare salute, sicurezza ed economia. Non dobbiamo dimenticare però che i fondi in arrivo dall’Europa non sono gratis, quindi vanno impiegati per attuare le riforme più urgenti che Confapi chiede da tempo, qualunque sia il governo chiamato a realizzarle. Welfare e sistema pensionistico sostenibili ed efficienti, una Pubblica amministrazione rinnovata grazie a digitalizzazione, meritocrazia e svecchiamento del suo personale, una riforma della giustizia civile finalmente in grado di creare un clima favorevole agli investimenti”. Tra le priorità la Formazione e la riforma del fisco.
“Confapi ha fatto presente in sede parlamentare, così come negli incontri con il governo”, ricorda il presidente di Confapi, Maurizio Casasco, “la necessità di un grande piano di formazione orientato a soddisfare la domanda crescente di nuove competenze innovative, in linea con gli scenari economici e produttivi che stanno emergendo. Bisognerà trovarsi pronti a riqualificare i lavoratori”, conclude il presidente della Confapi, “la cui esperienza tende ad essere obsoleta e ad affrontare la crisi occupazionale che si determinerà con la fine del blocco dei licenziamenti. Abbiamo inoltre sottolineato l’opportunità di agevolare le reti di impresa anche tramite l’utilizzo della leva fiscale e suggerito l’impiego di parte dei fondi del Recovery per finanziare un piano organico simile alle ‘French tech’ create da Macron 5 anni fa, con l’equiparazione degli investimenti da parte delle aziende in nuove start up agli investimenti e in ricerca e sviluppo con le connesse agevolazioni”.