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Welfare allo stremo e contrazione demografica: Blasoni l’imprenditore che supplisce alle falle dello Stato

giovedì, 5 Novembre 2026
2 minuti di lettura

L’Italia si scopre fragile nel suo cuore demografico. I dati dell’inverno demografico e dell’invecchiamento della popolazione tracciano il profilo del Paese più anziano d’Europa: oltre il 25% dei cittadini ha già superato i sessantacinque anni, e le proiezioni stima che entro il 2030 gli anziani non autosufficienti raggiungeranno quota cinque milioni. Di fronte a questo scenario, l’infrastruttura pubblica del sistema sanitario e dell’assistenza residenziale continua ad annaspare, segnata da un gap strutturale drammatico tra fabbisogno reale e risposte istituzionali.

Nel nostro Paese si contano appena 22 posti letto in Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA) ogni mille ultra-sessantacinquenni, contro una media Ocse di 41. Una sproporzione che diventa vera e propria frattura sociale nell’analisi della geografia sanitaria: se nel Nord-Est si registrano 10,5 posti ogni mille residenti, al Sud la cifra crolla a un drammatico 3,4.

Il ruolo dell’imprenditoria

In questo vuoto d’iniziativa e di programmazione della Pubblica Amministrazione, l’iniziativa privata d’eccellenza dimostra come la capacità di visione e la finanza d’impresa possano assumere una funzione sociale vicaria e sostitutiva della carenza statale. È il caso dell’esperienza trentennale di Sereni Orizzonti, colosso della costruzione e gestione di RSA guidato dal fondatore e proprietario Massimo Blasoni. Con 110 strutture, 7.500 posti letto tra Italia e Spagna e un fatturato che per il 2025 sfiora i 300 milioni di euro, il gruppo si proietta nel futuro con un imponente piano d’investimenti da 200 milioni per la realizzazione di 20 nuove strutture su tutto il territorio nazionale, puntando con decisione anche verso quel Mezzogiorno dimenticato dalla sanità pubblica.

Modelli innovativi

Oggi le RSA non sono più meri luoghi di ricovero per la terza età, ma hanno assunto la natura di veri e propri presidi sanitari ad alta intensità. Il principio di appropriatezza dei ricoveri ospedalieri spinge infatti verso la dimissione precoce dalle strutture d’acuto: nei fatti, la lungodegenza pubblica viene assorbita dalle RSA, chiamate ad accogliere pazienti con quadri di non autosufficienza e cronicità sempre più complessi. Mentre l’edilizia sanitaria pubblica soffre il peso di immobili datati e di ritardi nella spesa del PNRR, la risposta imprenditoriale di Blasoni coniuga l’assistenza sociosanitaria con l’innovazione ESG.

Le nuove edificazioni adottano le tecnologie della domotica per la sicurezza e riducono al minimo l’impatto energetico. Un modello avanzato che trova espressione nelle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) avviate con partner tecnologici, in cui l’energia solare generata dalle RSA alimenta le strutture e sostiene concretamente il personale dipendente residente nelle vicinanze, garantendo un vero e proprio welfare aziendale sulle bollette domestiche.

Le sfide del settore

Tuttavia, l’ammodernamento strutturale deve fare i conti con un altro nervo scoperto della sanità italiana: la grave carenza organica di infermieri e Operatori Socio-Sanitari (OSS). Anche qui, la risposta del settore privato dimostra maggiore dinamismo strategico rispetto alle rigidità del reclutamento pubblico. Programmi di formazione continua gratuita, piani di carriera interni e la riorganizzazione sostenibile dei turni di lavoro si trasformano in leva d’attrazione e fidelizzazione in un comparto segnato da turnover endemico.

Resta sullo sfondo il nodo cruento della sostenibilità finanziaria e del riparto delle risorse. Oggi la spesa gravante sulle famiglie varia tra i 1.700 e gli oltre 3.000 euro al mese. La normativa sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA) prevederebbe che nei costi delle RSA la spesa sanitaria sia per il 50% a carico del Servizio Sanitario Nazionale e il restante 50% di natura sociale. Ma l’incertezza interpretativa e la lentezza degli enti locali scaricano il peso economico sugli assistiti, costringendo una fascia enorme di popolazione a rinunciare alle cure. Per evitare che l’accesso alle prestazioni ad alta tutela diventi un privilegio censuario, appare non più rinviabile la proposta lanciata da Blasoni: l’introduzione di un’assicurazione pubblica obbligatoria sulla Long Term Care (LTC), sul modello già felicemente collaudato in Germania. Senza interventi strutturali da parte della finanza pubblica e in assenza di regole certe erogate dal Governo, la supplenza dell’imprenditoria illuminata rimane l’ultimo e indispensabile baluardo per la tenuta del sistema sociale del Paese.

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