Gli attacchi russi alle infrastrutture energetiche hanno costretto le centrali nucleari ucraine a ridurre la capacità di produzione. Lo riferisce il ministero dell’Energia di Kiev sui social media, spiegando che il ritorno ai livelli ordinari avverrà gradualmente, con il ripristino delle reti danneggiate dai bombardamenti. Nella maggior parte delle regioni del Paese sono in vigore interruzioni programmate della corrente, mentre nelle aree di Kiev e Kharkiv si registrano blackout di emergenza. Secondo Ukrinform, ieri la Russia ha condotto il più grande attacco al sistema energetico ucraino, colpendo anche una sottostazione ad alta tensione fondamentale per il funzionamento della centrale nucleare di Khmelnytskyi.
Zaporizhzhia, 40 vittime nell’attacco a una scuola
Proseguono da tre giorni le operazioni di ricerca e soccorso sul luogo dell’attacco russo contro una scuola a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha riferito che le forze russe hanno sganciato nove bombe aeree, colpendo prima le persone accorse per ricevere aiuti umanitari e successivamente i soccorritori e gli agenti di polizia intervenuti. «Al momento si contano 40 vittime. Alcuni corpi, purtroppo, non sono ancora stati identificati. Altre 30 persone potrebbero essere ancora sepolte sotto le macerie», ha dichiarato Zelensky sui social media, sottolineando che le operazioni si svolgono in condizioni estremamente difficili e sotto la minaccia di nuovi attacchi. Il presidente ha inoltre criticato la scarsa reazione della comunità internazionale e sollecitato un maggiore sostegno militare: «Il male va sempre oltre, se rimane senza risposta. Contiamo su una reazione: il sostegno all’Ucraina in materia di difesa aerea è necessario proprio ora».
Putin: raggiungeremo i nostri obiettivi
Il presidente russo Vladimir Putin si è detto certo che Mosca riuscirà a conseguire gli obiettivi prefissati. Intervenendo alla sessione plenaria della Settimana internazionale dei popoli della Russia, ha richiamato lo spirito di unità del Paese, sostenendo che si tramanda di generazione in generazione. «Siamo ancora fianco a fianco e siamo certi che raggiungeremo sicuramente i nostri obiettivi», ha affermato il capo del Cremlino.
Polonia, Tusk accusa i servizi segreti russi
La destabilizzazione politica in Polonia sarebbe «efficacemente sfruttata e alimentata dai servizi segreti russi», e «servirebbe sempre i loro interessi». Lo ha dichiarato il primo ministro polacco Donald Tusk durante una conferenza stampa. Secondo il premier, le dichiarazioni di esponenti politici russi e di politici europei favorevoli a Mosca confermerebbero questo scenario. Tusk ha inoltre denunciato un tentativo di indebolire il governo polacco attraverso la vicenda del Tribunale costituzionale. «Tutti in Polonia dovrebbero capire che potrebbero ritrovarsi a suonare in un’orchestra di cui non hanno mai voluto far parte».
Ucraina, nuove indagini anticorruzione
Nuove accuse coinvolgono alti funzionari delle forze di sicurezza e dell’apparato giudiziario ucraino. Secondo l’Ufficio nazionale anticorruzione (Nabu), esponenti del servizio di sicurezza Sbu, della Polizia nazionale e della Procura generale avrebbero ricevuto tangenti per proteggere un call center coinvolto in una vasta truffa ai danni di cittadini ucraini e stranieri. L’inchiesta, avviata a settembre, ha portato alle dimissioni dell’ex procuratore generale Ruslan Kravchenko, dopo che un suo subordinato è stato accusato di aver contribuito alla gestione dell’organizzazione criminale. Kravchenko non risulta incriminato. La Sbu ha confermato che alcuni suoi dipendenti sono sottoposti a perquisizioni e ha assicurato la collaborazione con gli investigatori. La Polizia nazionale ha invece comunicato la sospensione degli agenti coinvolti, invitando a evitare «conclusioni premature». La lotta alla corruzione rappresenta un passaggio fondamentale per il percorso di adesione dell’Ucraina all’Unione europea e per il mantenimento degli aiuti finanziari internazionali necessari a sostenere il Paese nella guerra contro la Russia.
Maxi-inchiesta sul settore energetico
Sempre il Nabu ha annunciato il completamento delle indagini sul principale caso di corruzione emerso durante la guerra, relativo a un presunto sistema di riciclaggio di denaro nel settore energetico ucraino. L’inchiesta ha coinvolto un ex vicepremier e ministro dell’Energia e ha provocato le dimissioni dell’ex capo di gabinetto del presidente Zelensky. Tutti gli interessati hanno respinto le accuse. Secondo gli investigatori, il sistema prevedeva tangenti richieste agli appaltatori delle imprese energetiche statali, tra cui l’agenzia nucleare Energoatom. Il denaro riciclato avrebbe superato i 111 milioni di dollari e i 12 milioni di euro. Il Nabu ha precisato che sono ancora in corso le attività per recuperare i proventi illeciti.





