Una corona d’alloro sulla tomba del Milite Ignoto, il picchetto d’onore schierato in piazza Venezia e il ricordo di chi ha perso la vita al servizio del Paese. Si sono aperte così ieri a Roma le celebrazioni del 4 Novembre, «Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate», con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella all’Altare della Patria, in una ricorrenza che quest’anno assume un significato particolare per l’ottantesimo anniversario della scelta repubblicana degli italiani. Accompagnato dal Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Capo dello Stato ha passato in rassegna i reparti schierati, alla presenza del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, dei Presidenti del Senato e della Camera Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, del Presidente della Corte costituzionale Giovanni Amoroso e dei vertici militari e delle forze di polizia. Una cerimonia che ha unito il ricordo della fine della Prima guerra mondiale al valore delle istituzioni nate dal percorso che, attraverso la Resistenza e la Liberazione, ha condotto l’Italia alla democrazia.
Il richiamo del Quirinale
«Celebriamo anzitutto il coronamento del sogno risorgimentale dell’Unità della nostra Patria, indipendente e libera», ha scritto Mattarella nel messaggio inviato a Crosetto, per poi richiamare anche il percorso che, con la lotta di Liberazione, ha permesso di conquistare libertà e democrazia. Per il Presidente il giuramento di fedeltà delle Forze Armate alla Repubblica trova fondamento nei valori della Costituzione, un patrimonio che lega la memoria delle guerre alla responsabilità verso le nuove generazioni. Il suo intervento ha però guardato soprattutto alle sfide del presente, in un contesto internazionale attraversato da conflitti, tensioni e forme di aggressione che non si esauriscono più sui campi di battaglia. Alla guerra tradizionale, ha osservato, si affiancano disinformazione, attacchi informatici, competizione nello spazio e impiego dell’Intelligenza Artificiale e dei sistemi autonomi, elementi che impongono alle strutture militari capacità di adattamento e strumenti adeguati: «Appare urgente, in questo senso, l’avvio di una difesa comune europea, complementare all’Alleanza Atlantica», ha sottolineato Mattarella, indicando nella cooperazione tra Paesi alleati una risposta alle minacce che coinvolgono anche la sicurezza dell’Europa.
Il ricordo dei caduti in Bosnia
Nelle parole del Capo dello Stato ha trovato spazio anche la tragedia dei quattro militari italiani morti nei giorni scorsi in Bosnia-Erzegovina, durante un’attività addestrativa nell’ambito della missione internazionale Eufor Althea. Una perdita ancora vicina, che ha attraversato le celebrazioni e riportato l’attenzione sui rischi affrontati da chi opera lontano dal proprio Paese: «A quanti hanno sacrificato la vita per l’Italia» Mattarella ha rivolto il deferente omaggio della comunità nazionale, riservando un pensiero di «particolare intensità e cordoglio» alle vittime dell’incidente. Un riconoscimento esteso a Esercito, Marina, Aeronautica, Carabinieri e Guardia di Finanza, legati alla società italiana, ha ricordato, da un rapporto di fiducia e gratitudine.
“Dietro ogni divisa ci sono donne e uomini”
Anche il Primo Ministro Giorgia Meloni ha affidato a un messaggio pubblicato su X il significato della ricorrenza, insistendo sul valore personale della scelta militare e sul sacrificio che può comportare: «Dietro ogni divisa ci sono donne e uomini che hanno fatto una scelta precisa: mettere il bene della Nazione davanti al proprio», ha scritto il premier, ricordando come la morte dei quattro italiani in Bosnia abbia mostrato ancora una volta quanto possa essere alto il prezzo di quella decisione: «Oggi il nostro pensiero va a loro, a tutti i nostri caduti e alle famiglie che portano nel cuore il peso di un’assenza che nessuna parola potrà colmare», ha aggiunto Meloni, per la quale una Nazione deve saper riconoscere il valore di chi l’ha difesa, custodirne la memoria e trasmetterla alle nuove generazioni.
La conclusione a Firenze
Dopo l’omaggio romano, le celebrazioni sono proseguite a Firenze, in piazzale Michelangelo, dove Mattarella ha passato in rassegna il reparto schierato insieme a Crosetto e al Capo di Stato maggiore della Difesa Luciano Portolano, entrambi intervenuti nel corso della cerimonia.





