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Ucraina nuovi negoziati ad Abu Dhabi, con USA mediatori. Esercitazioni europee in Polonia

Sul campo si aggrava il bilancio delle vittime degli attacchi russi, mentre proseguono i raid contro infrastrutture energetiche e petrolifere
mercoledì, 4 Novembre 2026
2 minuti di lettura

Gli Stati Uniti riuniranno delegazioni di Ucraina e Russia ad Abu Dhabi il 10 e 11 novembre per discutere la fine della guerra, le garanzie di sicurezza nel dopoguerra e le misure di de-escalation. “Gli Stati Uniti faranno da mediatori nei negoziati tecnici tra Ucraina e Russia, portando avanti l’obiettivo del presidente Trump di porre fine alla guerra. I colloqui riguarderanno gli assetti di sicurezza, gli interventi umanitari e i prossimi passi verso la pace”, ha scritto su X l’inviato speciale americano Steve Witkoff. Questa settimana, a Bruxelles, i negoziatori statunitensi incontreranno inoltre i rappresentanti di Francia, Germania, Regno Unito, Unione Europea e Nato per discutere le garanzie di sicurezza per Kiev, la futura architettura europea e il sostegno economico alla ricostruzione. L’obiettivo, ha spiegato Witkoff, è consolidare i progressi compiuti nei precedenti incontri e arrivare a un accordo di pace duraturo.

Esercitazioni europee in Polonia

Circa 2.800 militari di dieci Paesi europei parteciperanno dal 9 al 22 novembre alla prima esercitazione della forza multinazionale destinata a sostenere l’Ucraina dopo un eventuale cessate il fuoco. Lo hanno annunciato in una nota i ministeri della Difesa di Francia e Regno Unito. La «Multinational Force – Ukraine» (MNF-U), guidata da Parigi e Londra, non avrà compiti offensivi e potrebbe essere dispiegata soltanto dopo la fine delle ostilità. Istituita nel 2025 e dotata di un comando operativo a Parigi, non rientra nelle missioni Nato e prevede un coinvolgimento limitato degli Stati Uniti. Tra i suoi obiettivi figurano il sostegno alle forze armate ucraine, la sicurezza dello spazio aereo e la ripresa delle attività economiche nel Mar Nero. L’esercitazione terrestre si svolgerà nel sud-est della Polonia, nei pressi di Nowa Deba, a circa 100 chilometri dal confine ucraino. Coinvolgerà Belgio, Estonia, Germania, Francia, Lituania, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svezia e Regno Unito. Parallelamente, la Turchia guiderà da Istanbul un’esercitazione navale per verificare la capacità di condurre operazioni di sminamento nel Mar Nero. Le forze turche non prenderanno parte alle manovre terrestri.

Zaporizhzhia, sale il numero delle vittime

È salito a 29 morti e cinque feriti il bilancio degli attacchi aerei russi che hanno colpito ieri un centro umanitario a Komyshuvakha, nella regione di Zaporizhzhia. Altre 48 persone risultano disperse e sono in corso le operazioni di ricerca e soccorso. Lo ha riferito Mykhailo Semikin, capo dell’amministrazione regionale, sottolineando la gravità della tragedia e il dramma delle famiglie in attesa di notizie dei propri cari.

Raid russi contro infrastrutture energetiche

La Russia ha condotto un massiccio attacco notturno contro infrastrutture energetiche ucraine nelle regioni di Vinnytsia, Dnipropetrovsk e Kharkiv. Lo riferisce Interfax, citando il ministero della Difesa russo, secondo cui sono stati colpiti anche impianti portuali nella regione di Odessa e imbarcazioni utilizzate per scopi militari.

Mosca intercetta i droni ucraini

Le difese aeree russe hanno intercettato 493 droni ucraini diretti verso Mosca nella notte tra il 2 e il 3 novembre. Lo ha dichiarato il sindaco della capitale, Sergej Sobianin, su Telegram. Secondo il primo cittadino, 187 velivoli senza pilota sono stati neutralizzati mentre si avvicinavano alla città, mentre la maggior parte degli altri è stata abbattuta nelle aree periferiche della regione.

Droni di Kiev centrano raffineria russa

Un attacco con droni ucraini ha preso di mira la raffineria Slavneft-Yanos di Yaroslavl, in Russia. I residenti hanno segnalato diversi incendi all’interno dell’impianto. Al momento non sono disponibili informazioni su eventuali vittime o sull’entità dei danni. La struttura è una delle maggiori raffinerie russe, con una capacità di lavorazione di circa 15 milioni di tonnellate di greggio all’anno. Situata a circa 250 chilometri a nord-est di Mosca, produce benzina, diesel, carburante per aerei e altri derivati del petrolio. L’impianto era già stato colpito in precedenti operazioni ucraine.

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