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Swift verso l’ultimo viaggio: il telescopio NASA precipiterà sulla Terra

domenica, 1 Novembre 2026
1 minuto di lettura

Dopo ventidue anni trascorsi a inseguire alcune delle esplosioni più violente dell’universo, per Swift è arrivato il momento dell’ultimo viaggio. Il telescopio della NASA, ormai troppo basso per continuare le osservazioni, dovrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre intorno a venerdì, secondo le previsioni della U.S. Space Force, che ne sta seguendo la traiettoria.

L’osservatorio pesa circa una tonnellata e mezza e la maggior parte della struttura dovrebbe bruciare durante la discesa. Alcuni componenti particolarmente resistenti, tra cui pezzi in tungsteno e parti degli specchi, potrebbero tuttavia raggiungere la superficie. L’eventualità più probabile è che finiscano nell’oceano, anche se la fascia di possibile rientro comprende porzioni di Africa, Australia, India, Sud-est asiatico, America centrale e meridionale.

Lanciato il 20 novembre 2004, Swift era nato soprattutto per individuare i lampi gamma, fenomeni tra i più energetici del cosmo. In oltre due decenni ha osservato più di 2.000 gamma-ray burst e 1.400 stelle esplosive, oltre a comete, asteroidi e buchi neri impegnati a distruggere stelle. La sua caratteristica decisiva era la rapidità con cui poteva orientarsi verso un evento improvviso, inviando l’allarme ad altri grandi osservatori, compresi Hubble e James Webb.

A condannarlo è stata anche l’intensa attività solare degli ultimi anni, che ha aumentato il trascinamento atmosferico facendo scendere l’orbita più rapidamente del previsto. La NASA aveva tentato una missione di salvataggio affidandosi alla società Katalyst Space Technologies. Il veicolo robotico Link, dotato di tre bracci, avrebbe dovuto agganciare Swift e riportarlo più in alto. Problemi tecnici hanno però fatto fallire l’operazione e Link è a sua volta rientrato nell’atmosfera a settembre.

Swift ha continuato a lavorare fino a ottobre, quando la quota troppo bassa ha reso impossibile mantenere la stabilità necessaria alle osservazioni. Ora gli astronomi dovranno capire come colmare il vuoto lasciato da quello che la NASA considerava un vero “primo soccorritore” del cosmo: rapido nell’individuare l’evento, indispensabile nel chiamare gli altri telescopi a guardare.

Redazione

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“La Discussione” è una testata giornalistica italiana fondata nel 1953 da Alcide De Gasperi, uno dei padri fondatori dell’Italia moderna e leader di spicco nella storia politica del nostro paese.

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