Stati Uniti e Giappone accelerano la cooperazione militare nel Pacifico con un nuovo accordo per produrre in territorio giapponese missili aria-aria avanzati AMRAAM, destinati anche ai caccia F-35. L’intesa prevede la realizzazione di un impianto per l’assemblaggio finale e l’ispezione dei missili nell’ambito dell’iniziativa “Operation Supercharge”, creata per rafforzare la collaborazione tra Washington e Tokyo nel settore della difesa.
L’annuncio è arrivato dal ministro della Difesa giapponese Shinjiro Koizumi dopo l’incontro del 28 ottobre con il segretario alla Difesa americano Pete Hegseth, avvenuto a Cebu, nelle Filippine, a margine della riunione dei ministri della Difesa dell’ASEAN e dei Paesi partner. Secondo Koizumi, l’accordo consentirà non soltanto di contribuire alla disponibilità degli armamenti necessari ai due Paesi, ma anche di rafforzare la base industriale della difesa nipponica. Non sono stati ancora indicati ubicazione dell’impianto, tempi di realizzazione e capacità produttiva.
Sul vertice pesa inevitabilmente il deterioramento del quadro di sicurezza regionale. Tokyo ha espresso nuova preoccupazione per l’attività navale cinese dopo il passaggio congiunto di tre cacciatorpediniere e una nave della Guardia costiera attraverso lo stretto di Osumi, a sud di Kyushu, in direzione del Pacifico. Il ministero giapponese ha spiegato di non avere mai osservato prima una formazione cinese di questo tipo nella zona.
Koizumi e Hegseth hanno condiviso la necessità di rafforzare più rapidamente le capacità di deterrenza e risposta dell’alleanza, ribadendo allo stesso tempo la difesa di un ordine internazionale basato sul diritto e contrario alla modifica dello status quo attraverso la forza o la coercizione. Il ministro giapponese ha precisato che il colloquio non era rivolto ufficialmente contro un singolo Paese. La mossa si inserisce però in una fase di crescente competizione strategica nell’Indo-Pacifico, mentre il Giappone potenzia le proprie capacità militari nelle regioni sudoccidentali e Washington rafforza la cooperazione con gli alleati asiatici. La futura produzione degli AMRAAM diventa così un nuovo tassello di una strategia che punta a trasformare l’alleanza tra Stati Uniti e Giappone anche in una più stretta integrazione industriale e militare.





