La corsa al Senato in Alaska si arricchisce di un nuovo capitolo nel caso dei due Sullivan, diventato ormai uno degli elementi più insoliti della campagna elettorale. Dan J. Sullivan, omonimo del senatore repubblicano uscente Dan S. Sullivan, si presenterà alle elezioni generali senza affiliazione politica, dopo essere passato nel giro di pochi mesi dall’Alaska Independence Party ai Repubblicani e infine allo status di elettore non dichiarato.
Secondo i registri della Divisione elettorale dell’Alaska, il cambiamento risale alla richiesta di una scheda per il voto per corrispondenza presentata in occasione delle primarie di agosto. Sullivan aveva indicato come propria affiliazione “non dichiarato”, modificando così la precedente iscrizione repubblicana. Un particolare tutt’altro che secondario, perché proprio la sua appartenenza al Grand Old Party era stata tra gli elementi utilizzati inizialmente dalle autorità elettorali per mettere in dubbio la buona fede della candidatura. La Divisione elettorale aveva infatti respinto la sua partecipazione alla corsa, decisione successivamente ribaltata in appello dalla Corte Suprema dell’Alaska.
Nella scheda delle elezioni generali il candidato compare ora come “Daniel J. Sullivan Jr.”, senza indicazione di partito, mentre il senatore uscente è chiaramente identificato come “Dan S. Sullivan”, repubblicano e candidato in carica. La vicenda è diventata anche terreno di scontro nazionale. Donald Trump e altri esponenti repubblicani accusano Dan J. Sullivan di aver presentato una candidatura fittizia destinata a confondere gli elettori e danneggiare il senatore uscente. Il candidato respinge questa lettura e sostiene invece di voler offrire agli abitanti dell’Alaska un’alternativa politica.
Persino il suo passaggio tra i non affiliati ha avuto un risvolto singolare. Interpellato inizialmente sulla modifica, Sullivan aveva negato di averla richiesta. Dopo che la Divisione elettorale ha recuperato il modulo del voto per corrispondenza, ha ammesso via email di aver effettuato personalmente la scelta. In una competizione dominata dal duello tra Dan S. Sullivan e la democratica Mary Peltola, l’altro Sullivan resta lontano dai favoriti, ma il suo nome è ormai diventato un caso politico nazionale.





