L’Iran ribadisce il proprio rifiuto di negoziare con Washington finché non saranno soddisfatte le condizioni poste da Teheran, nonostante la mediazione del Pakistan. Lo ha confermato il Presidente Massoud Pezeshkian durante un incontro con il comandante dell’esercito pakistano, Asim Munir, sottolineando che gli Stati Uniti devono prima rimuovere minacce e sanzioni. Il presidente iraniano ha inoltre ribadito la profonda sfiducia nei confronti di Washington.
La stessa posizione è stata espressa dal presidente del Parlamento Mohammad Bagher Ghalibaf, che ha subordinato la ripresa del dialogo al rispetto delle sette condizioni iraniane per la riapertura dello Stretto di Hormuz, tra cui la fine del blocco dei porti, la revoca delle sanzioni petrolifere e la cessazione delle ostilità regionali.
Anche il Segretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale Mohsen Rezaee ha escluso negoziati senza concessioni americane, ribadendo che tutto l’uranio arricchito resterà in Iran. Una posizione in contrasto con le richieste statunitensi di ridurre concretamente la capacità di arricchimento iraniana. Teheran continua a negare qualsiasi finalità militare del proprio programma nucleare.





