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Medio Oriente, Trump minaccia nuovi attacchi all’Iran: allerta militare e tensioni regionali

Colloqui tra Netanyahu e la Casa Bianca su una possibile ripresa delle ostilità. Moody’s stima in 2.000 dollari il costo medio della guerra per famiglia americana
giovedì, 15 Ottobre 2026
2 minuti di lettura

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato nuove azioni militari contro l’Iran. «Aspettate e vedrete cosa faremo all’Iran. Li colpiremo duramente», ha dichiarato durante un comizio elettorale a Wasilla, in Alaska, aggiungendo: «Ne abbiamo abbastanza», secondo quanto riportato dai media internazionali.

Houthi, nuovi raid in Arabia Saudita

I miliziani Houthi hanno rivendicato attacchi contro obiettivi strategici in Arabia Saudita. Il portavoce militare di Ansar Allah ha riferito alla tv al Masirah di aver colpito la sede di Aramco a Dhahran, l’aeroporto internazionale King Khalid e una raffineria della compagnia a Riyadh. Il gruppo ha annunciato nuove operazioni nei prossimi giorni contro aeroporti e impianti petroliferi sauditi. Il ministero dell’Energia di Riad ha confermato un incendio circoscritto in un edificio amministrativo di Aramco a Dhahran, spento senza vittime né feriti. A Riyadh, invece, quattro persone, tra cui un bambino, sono rimaste ferite dalle schegge di un missile cruise intercettato. Danneggiate 15 abitazioni, secondo la Difesa civile saudita.

Missili, gli Houthi assemblano pezzi cinesi

Gli Houthi starebbero cercando di sviluppare autonomamente missili balistici avanzati a medio raggio utilizzando componenti di provenienza cinese. Il possibile salto tecnologico potrebbe aumentare la capacità offensiva del gruppo sostenuto dall’Iran e aggravare i rischi per la sicurezza regionale.

Guerra in Iran, costo salato per le famiglie Usa

La guerra in Iran sarebbe costata finora alle famiglie americane circa 2 mila dollari ciascuna. È la stima di Mark Zandi, capo economista di Moody’s Analytics, secondo cui il conflitto ha assorbito circa la metà dell’incremento di reddito della famiglia media statunitense negli ultimi otto mesi. Il costo complessivo per i consumatori americani ammonterebbe a 265 miliardi di dollari. A pesare maggiormente, secondo Zandi, è stato l’aumento dei prezzi dell’energia. «Non c’è da stupirsi che la guerra sia così impopolare», ha scritto l’economista su X.

Cisgiordania, incendiata una moschea

Un gruppo di coloni israeliani estremisti ha incendiato durante la notte una moschea e un veicolo nel villaggio palestinese di Mikhmas, a nord-est di Gerusalemme. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese Wafa.

Netanyahu avrebbe chiesto a Trump di riprendere gli attacchi

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu avrebbe sollecitato Trump a valutare una ripresa delle operazioni militari contro l’Iran prima delle elezioni israeliane del 27 ottobre e delle elezioni di metà mandato statunitensi del 3 novembre. Lo riferisce Channel 12, citando fonti governative a conoscenza dei colloqui. Secondo l’emittente, Netanyahu avrebbe richiamato presunte attività preoccupanti dell’Iran sul fronte nucleare. Nonostante Trump abbia dichiarato pubblicamente di non voler riprendere gli attacchi prima del voto americano, le forze armate israeliane e il Centcom starebbero completando i preparativi per un’eventuale escalation. Il premier avrebbe affrontato più volte la questione con il presidente statunitense, che gli avrebbe chiesto di “procedere con i preparativi”, senza tuttavia impegnarsi formalmente ad autorizzare nuovi raid. La posizione della Casa Bianca, riferisce Channel 12, sarebbe cambiata più volte nel giro di pochi giorni.

Egitto, scontro diplomatico con l’Etiopia e accuse a Israele su Gaza

Il ministro degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha respinto le accuse etiopi secondo cui il Cairo alimenterebbe disordini interni in Etiopia. “Le accuse dell’Etiopia sono false”, ha dichiarato a Sky News Arabia, ribadendo che l’Egitto non ha problemi con il popolo etiope. Sulla disputa per la diga della Rinascita, ha ricordato che «il Nilo è un fiume internazionale regolato dalle norme del diritto internazionalel”. Abdelatty ha inoltre attribuito a Israele i ritardi nell’attuazione della seconda fase dell’accordo su Gaza. Secondo il ministro, il piano promosso da Trump non ha ancora consentito la ricostruzione di ospedali e scuole, come previsto. Il Cairo continua a opporsi allo sfollamento dei palestinesi dalla Striscia e coordina la propria posizione con gli altri Paesi arabi. Nei recenti colloqui con l’esponente di Fatah Jibril Rajoub, l’Egitto ha sollecitato un accesso umanitario senza ostacoli e interventi immediati per la ripresa dei servizi essenziali. Sul Sudan, infine, Abdelatty ha riferito che il Cairo sta lavorando per ottenere il consenso delle autorità sudanesi a una futura tabella di marcia.

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