La corsa alla successione del segretario generale delle Nazioni Unite rischia di trasformarsi in un nuovo terreno di scontro diplomatico tra Washington e il resto della comunità internazionale.
Secondo indiscrezioni provenienti dall’amministrazione statunitense, la Casa Bianca sarebbe insoddisfatta dell’intero gruppo di candidati in lizza per sostituire António Guterres, il cui secondo mandato si concluderà alla fine dell’anno.
Al centro delle perplessità vi sarebbe la convinzione che nessuno degli attuali aspiranti sia realmente allineato alla visione dell’amministrazione americana, che negli ultimi mesi ha chiesto profonde riforme dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.
Gli Stati Uniti, in qualità di membro permanente del Consiglio di Sicurezza, dispongono del potere di veto e potrebbero quindi bloccare qualsiasi candidatura ritenuta non adeguata. Negli ambienti governativi statunitensi si fa strada l’idea che l’ONU abbia bisogno di una figura capace di rompere con il passato piuttosto che di un tradizionale diplomatico di carriera.
Una posizione che riflette il crescente distacco di Washington nei confronti dell’organizzazione, già manifestato attraverso tagli ai finanziamenti, l’uscita da diversi organismi internazionali e la promozione di iniziative alternative su alcuni dossier strategici.
Tra i candidati che al momento raccolgono maggior consenso figura l’ex vicepresidente costaricana Rebeca Grynspan, che avrebbe ottenuto risultati positivi nelle consultazioni informali svolte finora all’interno del Consiglio di Sicurezza.
Tuttavia, secondo fonti vicine ai repubblicani, la sua candidatura incontrerebbe una forte opposizione negli ambienti conservatori americani, che la considerano troppo critica nei confronti di Israele e insufficientemente severa verso la Cina.
Anche il direttore dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica, Rafael Grossi, viene considerato una figura autorevole, ma il suo percorso potrebbe scontrarsi con le riserve espresse da alcuni Stati influenti, tra cui la Russia.
L’incertezza potrebbe persino portare a uno scenario insolito: l’assenza di un successore entro la scadenza del mandato di Guterres. In quel caso si aprirebbero discussioni sulla possibilità di una proroga temporanea o sulla ricerca di nuovi candidati.





