Con la scomparsa di Eva Marie Saint a 102 anni si chiude un altro capitolo della Hollywood che fu, quella delle grandi interpreti che lasciavano parlare il talento più che la notorietà. Saint apparteneva a una generazione di attori e attrici che hanno vissuto praticamente l’intera storia del cinema moderno, attraversando il passaggio dal bianco e nero all’era digitale senza perdere la propria identità artistica.
I ruoli iconici e la carriera
Per molti spettatori il suo nome resterà legato soprattutto a due capolavori. Il primo è “Fronte del porto” del 1954, accanto a Marlon Brando, film che le valse l’Oscar come migliore attrice non protagonista. Il secondo è “Intrigo internazionale” di Alfred Hitchcock, dove interpretò la sofisticata Eve Kendall al fianco di Cary Grant. Due ruoli diversissimi che mostrano già la straordinaria versatilità che avrebbe caratterizzato tutta la sua carriera.
In quasi otto decenni di attività recitò in decine di produzioni cinematografiche, televisive e teatrali, collaborando con alcuni dei più grandi nomi del Novecento. Elizabeth Taylor, Gregory Peck, Paul Newman, Richard Burton e lo stesso Brando sono soltanto alcuni degli artisti con cui condivise il set.
Un’attrice controcorrente
Pur avendo raggiunto fama internazionale, non inseguì mai ossessivamente il successo. Scelse spesso ruoli meno appariscenti pur di dedicare tempo alla famiglia e ai propri figli. In un’industria che premia la visibilità continua, la sua fu quasi una scelta controcorrente. Quando Hollywood iniziò a offrire meno opportunità agli interpreti più maturi, Saint si spostò verso la televisione, ottenendo nuovi riconoscimenti e continuando a lavorare con serenità.
Nata nel 1924, era letteralmente più anziana dell’Academy che assegna gli Oscar. Quando, ormai ultranovantenne, scherzò pubblicamente su questa coincidenza, mostrò quella grazia e quell’ironia che l’hanno accompagnata fino agli ultimi anni. La morte di Eva Marie Saint non rappresenta soltanto la perdita di una grande attrice. È anche il ricordo di un modo diverso di intendere il mestiere: meno rumoroso, meno ossessionato dalla celebrità e forse più concentrato sull’arte della recitazione. In un’epoca in cui tutto sembra consumarsi rapidamente, la sua lunga vita professionale ricorda che il vero talento non ha bisogno di gridare per essere ricordato.





