Le tensioni politiche in India si intensificano dopo due giorni di manifestazioni a Nuova Delhi contro le modifiche alle liste elettorali. Le proteste, sostenute dal movimento giovanile “Cockroach Janta Party” e da altre forze di opposizione, hanno portato all’arresto di numerosi manifestanti e acceso un nuovo scontro tra governo e opposizioni sul tema della trasparenza democratica.
Le contestazioni riguardano un programma nazionale di verifica degli elettori avviato lo scorso anno dalla Commissione Elettorale. Secondo i critici, il processo avrebbe causato la cancellazione di milioni di cittadini regolarmente aventi diritto al voto. Gli organizzatori delle manifestazioni sostengono inoltre che le modifiche possano favorire il “Bharatiya Janata Party” (BJP), la formazione guidata dal primo ministro Narendra Modi.
Durante la protesta di sabato, circa un centinaio di partecipanti ha superato alcune barriere di sicurezza installate dalla polizia, scandendo slogan contro il presidente della Commissione Elettorale, Gyanesh Kumar, del quale viene chiesta la rinuncia all’incarico. Le forze dell’ordine sono intervenute fermando diversi manifestanti e impedendo l’ulteriore espansione del corteo. Tra i partecipanti figuravano anche personalità politiche e attivisti di rilievo, segno di una mobilitazione che va oltre il semplice dissenso studentesco.
Gli organizzatori accusano le autorità di impedire il diritto alla protesta proprio mentre si chiede maggiore trasparenza sul diritto di voto. Da parte loro, le istituzioni respingono le accuse e sostengono che la revisione delle liste serva esclusivamente a eliminare nominativi duplicati, persone decedute o soggetti non più eleggibili. La vicenda assume un significato particolare perché rappresenta uno dei più consistenti movimenti di protesta guidati dalla Generazione Z emersi negli ultimi anni. Dopo oltre un decennio di predominio politico di Modi, gruppi di giovani attivisti stanno dimostrando una crescente capacità di organizzazione e di pressione sull’esecutivo, portando al centro del dibattito temi legati ai diritti civili e al funzionamento delle istituzioni democratiche.





