Il mercato dell’arte si prepara a vivere una delle serate più spettacolari degli ultimi anni. A novembre, a New York, Sotheby’s metterà all’asta due opere che per oltre mezzo secolo sono rimaste lontane dagli occhi del pubblico e che, insieme, potrebbero superare i 300 milioni di dollari di valore.
Si tratta di un dipinto di Vincent van Gogh e di uno di Paul Cézanne, entrambi provenienti dalla stessa collezione privata argentina. L’evento ruota attorno alla raccolta appartenuta a Carlos Pedro Blaquier e Nelly Arrieta de Blaquier, una delle coppie di collezionisti più influenti dell’America Latina. Dopo la scomparsa dei due coniugi, gli eredi hanno deciso di mettere in vendita dodici opere che comprendono anche lavori di Monet, Renoir e Pissarro. Secondo le stime della casa d’aste, l’intera collezione potrebbe generare incassi superiori ai 450 milioni di dollari in meno di un’ora.
I pezzi forti dell’asta
L’opera più attesa è un dipinto realizzato da Van Gogh nelle ultime settimane della sua vita, durante il soggiorno ad Auvers-sur-Oise. Gli esperti sottolineano come il quadro mostri una tavolozza particolarmente luminosa e vitale, testimone di un periodo artistico sorprendentemente intenso nonostante la fragilità personale dell’artista. Sotheby’s ritiene che possa raggiungere circa 180 milioni di dollari, una cifra che stabilirebbe un nuovo record per il pittore olandese.
Pochi minuti dopo entrerà in scena anche un raro “Arlecchino” firmato da Cézanne. Il dipinto appartiene a una celebre serie di quattro opere dedicate allo stesso soggetto ed è l’unico esemplare ancora in mani private. Gli altri fanno parte delle collezioni permanenti di importanti musei internazionali. La stima supera i 120 milioni di dollari, una valutazione che potrebbe portare anche il maestro francese a un nuovo primato nelle aste.
L’interesse degli operatori non deriva soltanto dalla qualità delle opere, ma anche dal carattere quasi leggendario della collezione. Per decenni il nucleo principale è rimasto lontano dalle esposizioni pubbliche e raramente è stato prestato a musei. Questo ha contribuito ad alimentarne il fascino e il mistero, trasformandolo in una sorta di mito tra storici dell’arte, collezionisti e mercanti.





