La Francia ha annunciato che convocerà l’ambasciatore iraniano e adotterà “misure appropriate” dopo che le autorità di Teheran hanno sigillato il centro linguistico francese affiliato all’ambasciata di Parigi. Il gesto, definito da Parigi “un attacco ingiustificabile e inaccettabile” alla sua presenza culturale, segna un nuovo capitolo di tensione tra i due Paesi.
Il portavoce del ministero degli Esteri, Pascal Confavreux, ha ricordato che l’episodio segue l’aggressione a due membri dell’ambasciata francese avvenuta lo scorso luglio. “Questo nuovo attacco contro la presenza culturale francese in Iran è ingiustificabile e inaccettabile”, ha dichiarato in una nota ufficiale.
Secondo l’agenzia semi-ufficiale Tasnim, la chiusura del centro sarebbe stata ordinata dal procuratore di Teheran, che lo ha accusato di operare “senza licenza” e di svolgere “attività contro la cultura e la sicurezza nazionale iraniana”, tra cui la creazione di reti e la facilitazione della fuga di professionisti iraniani all’estero. Parigi ha respinto con forza queste accuse, parlando di una campagna di intimidazione contro le iniziative culturali francesi e di un clima ostile verso la cooperazione con la società civile iraniana, in particolare dopo la repressione delle proteste seguite alla morte di Mahsa Amini.
Le relazioni tra Francia e Iran erano già fragili: la questione del programma nucleare iraniano e la detenzione di cittadini francesi avevano congelato i rapporti per anni. Un timido riavvicinamento era avvenuto dopo il rilascio di alcuni detenuti e la presa di distanza di Parigi dalle posizioni più dure di Washington. Ma l’estate ha riacceso le tensioni: due diplomatici francesi sono stati arrestati e poi espulsi, e la Francia ha risposto con misure speculari.
La polemica si è aggravata dopo un post sui social del ministro degli Esteri Jean-Noël Barrot, che ricordava il quarto anniversario della morte di Mahsa Amini. In risposta, il ministro iraniano Abbas Araqchi ha accusato Parigi di “lacrime di coccodrillo” e ha rievocato i crimini coloniali francesi in Algeria, aggiungendo: “Il vostro silenzio quando gli Stati Uniti hanno massacrato i nostri bambini dice tutto”. I due ministri si incontreranno martedì a New York, a margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, in un contesto di crescente diffidenza reciproca.





