Lo smart working può diventare una leva per sostenere la genitorialità, contrastare lo spopolamento dei piccoli centri e accompagnare l’innovazione senza indebolire il ruolo umano nel lavoro. È quanto emerso dal convegno “Smart Working e Futuro delle Organizzazioni” svoltosi a Napoli al Maschio Angioino. Roberto Bafundi ha evidenziato che il lavoro agile, insieme alla sinergia tra pubblico e privato e alla creazione di spazi di coworking nei comuni montani, può contribuire a frenare il flusso migratorio dei giovani verso le grandi metropoli.

Maria Giovanna De Vivo ha sottolineato che lo smart working “motiva il personale e può incentivare la genitorialità”, ma ha avvertito che senza una visione trasformativa rischia di produrre isolamento. De Vivo ha inoltre richiamato l’attenzione sull’intelligenza artificiale, osservando che “il rischio più grande non è la sostituzione della funzione, ma l’erosione del ruolo umano” e che la sfida richiede pensiero critico e leadership capace di governare l’innovazione





