Il Vinitaly si conferma come la principale fiera internazionale di riferimento per il settore vitivinicolo, vero punto di incontro in cui si delineano i trend globali del comparto. A sottolinearlo è stato il presidente di Ice, Matteo Zoppas, intervenuto all’Opening dell’edizione 2026, in un contesto economico definito complesso ma al tempo stesso ricco di opportunità per l’export italiano. Secondo Zoppas, in linea con le priorità emerse dal tavolo di crisi voluto dal Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è necessario imprimere una forte accelerazione alla promozione e allo sviluppo internazionale del settore. In questa direzione, ha spiegato, è stata attivata una strategia che prevede maggiori risorse e un incremento delle attività a sostegno delle imprese e della crescita del business all’estero.
Un ruolo centrale in questo percorso è attribuito alla cosiddetta “Diplomazia della Crescita”, promossa dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani, che punta a rafforzare il coordinamento del Sistema Italia sui mercati internazionali. All’interno di questo impianto strategico si inserisce anche l’azione del Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, impegnato sul fronte dell’incremento delle esportazioni e promotore del percorso di riconoscimento della Cucina Italiana come Patrimonio Immateriale dell’Unesco.
Piano operativo
L’impegno di Ice per l’edizione in corso di Vinitaly è stato definito “straordinario”: in collaborazione con Veronafiere vengono infatti portati in fiera oltre 1.000 buyer strategici provenienti da 53 Paesi, con un incremento del 20% rispetto alla precedente edizione. Un segnale che conferma la crescente centralità dell’evento nei processi di internazionalizzazione del vino italiano. Tra i mercati ritenuti più rilevanti resta quello statunitense, dove l’Italia mantiene una posizione solida nonostante le criticità legate ai dazi e alla debolezza del cambio euro-dollaro. In questo contesto, Vinitaly Usa si sposterà da Chicago a New York, con l’obiettivo di rafforzare la presenza nel cuore del mercato americano.
Parallelamente, la strategia di espansione guarda anche a nuove aree emergenti, tra cui Mercosur, India, Sud Est Asiatico e Australia. Per il 2026 sono state programmate 61 iniziative promozionali in 24 mercati prioritari, dai Balcani fino alla Cina, in un’ottica di ampliamento e diversificazione delle opportunità commerciali.
Obiettivo
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: portare il valore dell’export del vino italiano dagli attuali 8 miliardi a 10 miliardi di euro nel più breve tempo possibile. “Insieme stiamo costruendo il futuro del nostro business”, ha concluso Zoppas.





