Due versioni della stessa realtà, una legata alla testimonianza, l’altra costruita sulla menzogna. È da questo contrasto che Leone XIV ha preso ieri le mosse nel Regina Caeli del Lunedì dell’Angelo dal Vaticano, per indicare nella distorsione dei fatti uno dei nodi centrali del tempo presente. Il riferimento è al racconto evangelico del sepolcro vuoto: da una parte le donne che incontrano il Risorto e annunciano la vita, dall’altra le guardie che diffondono una versione alternativa, secondo cui nulla sarebbe accaduto. Due narrazioni opposte che, secondo il Pontefice, mostrano come da uno stesso evento possano nascere letture divergenti, capaci di orientare le coscienze in direzioni diverse.
“La malvagità corrompe la storia e confonde le coscienze”, le parole di ieri del Papa che ha richiamato la responsabilità individuale e collettiva nel modo in cui i fatti vengono raccontati. Il Pontefice ha fatto riferimento anche al fenomeno delle fake news, evidenziando come menzogne, allusioni e accuse senza fondamento possano incidere sulla percezione della realtà e alterare il giudizio.
Punto di svolta
In questo quadro la Pasqua assume un significato che va oltre la dimensione religiosa. La risurrezione di Cristo, ha spiegato, segna un punto di svolta: la morte non rappresenta più un esito definitivo, ma viene superata, aprendo una prospettiva nuova per l’umanità. Un messaggio che si riflette anche nel presente, offrendo una chiave di lettura della storia non limitata alla dimensione della fine. Il Santo padre ha richiamato quindi il valore della testimonianza e ha sottolineato l’invito evangelico a non temere e ad annunciare. La verità, ha osservato, non resta nascosta, ma continua a emergere, anche nelle situazioni più difficili, offrendo una possibilità di orientamento in contesti segnati da incertezza e conflitto.
Il discorso si è intrecciato con la realtà internazionale. Il Vescovo di Roma ha rivolto il pensiero ai popoli colpiti dalla guerra, ai cristiani perseguitati per la loro fede e ai bambini privati dell’istruzione. In questi contesti, l’annuncio della Pasqua rappresenta un richiamo alla speranza e alla possibilità di costruire un futuro diverso, anche in condizioni segnate dalla violenza.
Il ricordo di Bergoglio
Nel corso dell’incontro Prevost ha ricordato anche Papa Francesco, scomparso nel Lunedì dell’Angelo dello scorso anno, con l’obiettivo di custodirne la testimonianza di fede e l’attenzione verso i più fragili. Al termine della preghiera il Papa ha salutato i pellegrini presenti e ha richiamato il valore dello sport come strumento di inclusione e dialogo, in occasione della Giornata internazionale per lo sviluppo e la pace, sottolineando il ruolo che può avere nel favorire relazioni fondate sul rispetto.
Il passaggio conclusivo è tornato sul tema centrale del messaggio: la pace. Leone ha invitato a perseverare nella richiesta del dono della pace per il mondo e ha parlato della necessità di un impegno che non si esaurisce nella dimensione della preghiera, ma coinvolge anche le scelte quotidiane e la responsabilità collettiva.






Con tutto il rispetto ma certe verità sostenute dalla chiesa fanno temare i polsi anche qui la storia avrebbe dovuto insegnarci qualcosa.