Migliaia di persone si sono radunate nella periferia nord di Parigi per manifestare contro il razzismo e in sostegno di Bally Bagayoko, neoeletto sindaco del comune di Saint‑Denis, bersaglio nelle ultime settimane di insulti e campagne d’odio sui social.
La protesta, convocata da associazioni civiche, collettivi antidiscriminazione e rappresentanti della comunità locale, ha trasformato le strade del quartiere in un corteo compatto e colorato, con cartelli che chiedevano “rispetto”, “uguaglianza” e “fine dell’odio politico”.
Il sindaco, primo uomo nero a guidare l’amministrazione della città, è diventato suo malgrado il simbolo di un clima politico sempre più teso, in cui le questioni identitarie vengono strumentalizzate per alimentare divisioni. Da quando è stato eletto, ha ricevuto minacce anonime, messaggi razzisti e accuse infondate diffuse da gruppi estremisti.
Le autorità hanno aperto un’indagine per individuare i responsabili, mentre il governo ha condannato “senza ambiguità” gli attacchi, definendoli “un pericolo per la democrazia locale”. Durante la manifestazione, numerosi cittadini hanno preso la parola per denunciare un contesto sociale in cui le discriminazioni restano radicate, soprattutto nelle banlieue, dove la diversità etnica è spesso usata come arma politica.
Molti hanno sottolineato che la protesta non riguarda solo la difesa del sindaco, ma la richiesta di un cambiamento più ampio: maggiori investimenti pubblici, politiche inclusive e un impegno concreto contro il razzismo istituzionale. Il sindaco, presente tra la folla, ha ringraziato i partecipanti con un breve intervento, affermando che “la risposta migliore all’odio è la solidarietà”.
Ha ribadito che continuerà a lavorare per migliorare la vita dei residenti, senza lasciarsi intimidire. La mobilitazione di Saint‑Denis, una delle più partecipate degli ultimi anni nella periferia parigina, evidenzia come la questione del razzismo rimanga un nodo irrisolto nella società francese.





