In uno dei mari più remoti e fragili del pianeta, l’Antartide è diventata teatro di uno scontro tra attivismo ambientale e pesca industriale. La nave M/V Bandero, gestita dalla Captain Paul Watson Foundation, si è scontrata con un peschereccio norvegese impegnato nella raccolta di krill, sollevando un’ondata di polemiche e interrogativi sulla sicurezza delle operazioni marittime in acque ecologicamente sensibili. L’incidente, avvenuto il 1° aprile, è stato documentato in un video diffuso dalla Aker QRILL Company, proprietaria del peschereccio, che mostra la Bandero avvicinarsi lentamente alla poppa dell’imbarcazione da pesca, colpendone il fianco sinistro. Secondo l’armatore norvegese, si è trattato di un “attacco deliberato” che ha messo a rischio l’equipaggio e il carico, con potenziali danni ambientali in una zona già sotto pressione per l’intensificarsi della pesca del krill.
La Captain Paul Watson Foundation ha invece rivendicato l’azione come parte di una campagna per proteggere l’ecosistema antartico, denunciando le pratiche di pesca intensiva che minacciano la sopravvivenza di balene, pinguini e foche. Il krill, piccolo crostaceo alla base della catena alimentare marina, è sempre più sfruttato per la produzione di mangimi e integratori, con prelievi che hanno raggiunto livelli record negli ultimi anni.
La collisione ha riacceso il dibattito sui limiti delle azioni dirette in mare e sulla necessità di rafforzare la regolamentazione internazionale. Le immagini del video, pur offrendo una testimonianza visiva dell’impatto, non chiariscono le intenzioni dei comandanti né le comunicazioni radio precedenti allo scontro. Intanto, la CCAMLR — l’organismo che sovrintende alla conservazione delle risorse marine in Antartide — è chiamata a intervenire per evitare che episodi simili si ripetano.





