0
Inflazione. Segnali di tenuta ma rischio nuova accelerazione nel 2026

Inflazione. Segnali di tenuta ma rischio nuova accelerazione nel 2026

Confesercenti: lieve aumento a marzo, ma pesano energia e beni essenziali. A rischio 3,9 miliardi di consumi
mercoledì, 1 Aprile 2026
1 minuto di lettura

I segnali di aumento, apparentemente contenuto, dell’inflazione registrati a marzo indicano una complessiva tenuta del sistema economico, anche grazie al taglio delle accise sui carburanti.

Tuttavia, alla luce dello shock energetico legato alle tensioni in Medio Oriente, il pericolo non può dirsi superato. È quanto sottolinea Confesercenti in una nota, evidenziando come trovi conferma la tendenza all’accelerazione dei prezzi già emersa nei primi due mesi dell’anno.

Rischio effetti a catena

Nelle prossime settimane sarà cruciale monitorare l’andamento delle componenti più volatili, a partire dall’energia, e i possibili effetti a catena su beni e servizi. Con gli attuali livelli di prezzo di petrolio e gas, infatti, l’inflazione nel 2026 potrebbe risalire fino al +2,9%, determinando un impatto significativo sui consumi: secondo le stime dell’associazione, verrebbero cancellati circa 3,9 miliardi di euro di crescita prevista.

I rincari dei beni ad alta frequenza

Nel dettaglio,analizza la Confesercenti, prendendo come base dicembre 2025, nel primo trimestre del 2026 i prezzi sono aumentati dell’1,6%, contro l’1,1% registrato nello stesso periodo del 2025 (su base dicembre 2024). Particolarmente rilevante l’incremento dei prezzi dei beni ad alta frequenza di acquisto, che raggiunge il 3,1%, segnalando una crescente erosione del potere d’acquisto delle famiglie.

Non abbassare la guardia

Poiché lo shock sui prezzi energetici è ancora in corso, anche per il mese di aprile è atteso un ulteriore aumento significativo dei prezzi. Il protrarsi del conflitto in Iran, avverte Confesercenti, non deve far abbassare la guardia: il rischio è quello di frenare il già debole recupero del potere d’acquisto delle famiglie italiane, messe sotto pressione da costi incomprimibili che ormai assorbono il 42% del bilancio familiare.

Taglio accise e misure strutturali

In questo contesto complesso, l’associazione chiede al Governo di affiancare agli interventi emergenziali – come la proroga del taglio delle accise – misure strutturali. Tra queste, una riduzione del peso fiscale e degli oneri di sistema sulle bollette, oltre alla definizione di un piano europeo per contenere i costi delle materie prime energetiche, oggi tra i più elevati in Europa.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

Energia e Superbonus. Granelli (Confartigianato): “Priorità al taglio delle bollette e Bonus edilizia”

“Ridurre i costi dell’energia e l’impatto dell’inflazione e risolvere il…

“Unicredit per l’Italia”: un Piano da 10mld a supporto del Paese

“Dopo gli interventi attuati la scorsa estate per consentire a…