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Ue a Bucha senza l’Ungheria, Tajani: “Pressione su Mosca”. Droni ucraini colpiscono Ust Luga, Cremlino respinge tregua di Pasqua

I 26 ministri Ue ribadiscono “incrollabile sostegno” a Kiev nel quarto anniversario del massacro di Bucha. Antonio Tajani: “Unità per far sedere la Russia a un tavolo”. Kallas: “Non ci sono ancora buone notizie” su prestito e sanzioni. Lavrov apre alla mediazione sull’Iran
mercoledì, 1 Aprile 2026
2 minuti di lettura

Nel quarto anniversario del massacro di Bucha, i ministri degli Esteri di 26 Paesi dell’Unione europea, senza l’Ungheria, si sono riuniti a Kiev e nella città simbolo delle atrocità del 2022 per ribadire il sostegno a Kiev. Nella dichiarazione congiunta, i ministri hanno riaffermato “il nostro continuo, fermo e incrollabile sostegno all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina” e chiesto “piena responsabilità” per le violazioni del diritto internazionale. Secondo l’Alta rappresentante europea Kaja Kallas, “Bucha è diventata il simbolo della crudeltà della guerra russa… ciò che è accaduto qui non può essere negato”, mentre l’Ue “continuerà a fornire sostegno militare, finanziario, energetico e umanitario” e a lavorare per un Tribunale speciale sul crimine di aggressione.

Tajani: “Pace giusta e pressione su Mosca”

In visita a Kiev e Bucha, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha ribadito che “la nostra unità e la nostra fermezza devono avere come obiettivo quella di far sedere la Russia a un tavolo”. Il titolare della Farnesina ha sottolineato che l’obiettivo resta “una pace giusta” e ha aggiunto che da parte russa “non c’è stato neanche un grande successo militare, hanno conquistato meno del 20 per cento del territorio ucraino compresa la Crimea”. Tajani ha incontrato anche il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, confermando “l’impegno del Governo italiano in favore della libertà e dell’indipendenza dell’Ucraina” e il sostegno all’adesione di Kiev all’Ue, con cooperazione rafforzata anche nella lotta alla corruzione. Parallelamente, il ministro della Cultura Alessandro Giuli, intervenuto a Leopoli, ha assicurato “un ruolo di primo piano dell’Italia nella ricostruzione delle istituzioni culturali nella regione di Odessa”.

Droni su Ust Luga e accuse incrociate

Sul terreno, Kiev ha colpito con droni il porto russo di Ust Luga, sul Baltico. Il governatore della regione di Leningrado Alexander Drozdenko ha confermato che “il porto di Ust Luga ha subito danni”, aggiungendo che decine di droni sono stati intercettati e che tre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite lievemente. Il Cremlino ha accusato l’Ucraina di utilizzare “la partecipazione diretta di agenzie di intelligence occidentali” per attaccare infrastrutture civili e la flotta mercantile russa, secondo il consigliere presidenziale Nikolai Patrushev. Il portavoce Dmitry Peskov ha avvertito che Mosca trarrà “le dovute conclusioni” se i Paesi Ue avranno consentito l’uso del loro spazio aereo per gli attacchi. Il Cremlino ha inoltre respinto la proposta ucraina di una tregua per Pasqua. “Zelensky dovrà prendersi le sue responsabilità… non abbiamo visto alcuna iniziativa chiaramente formulata”, ha dichiarato Peskov, invitando Kiev a lavorare per “una pace duratura”. Nella notte, un attacco russo ha colpito la città ucraina di Poltava, provocando un morto e quattro feriti, tra cui due bambini, secondo il ministero dell’Interno di Kiev.

Diplomazia e cooperazione militare

Sul fronte politico europeo, Kallas ha ammesso che non ci sono ancora “buone notizie” sul prestito da 90 miliardi di euro e sul ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, a causa di ostacoli interni. Intanto il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha ribadito la sua opposizione alle sanzioni, definendole “un fallimento” che causano “più danni all’Ue che alla Russia”. Kiev ha annunciato di aver smantellato una rete di spionaggio russa che stava preparando omicidi mirati contro comandanti militari ucraini, coordinata da un ufficiale dello Stato maggiore russo. Sul piano internazionale, Zelensky ha confermato accordi con Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Qatar e negoziati con altri Paesi del Golfo per rafforzare difesa aerea, cooperazione industriale e forniture energetiche. Nel frattempo il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha dichiarato che Mosca è pronta a mediare sull’Iran e ha chiesto “la fine immediata dell’aggressione statunitense e israeliana”, mentre il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi ha invitato Vladimir Putin a “influenzare gli sforzi per porre fine alla guerra” e favorire una de escalation regionale.

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