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Giorgia Meloni, Presidente del Consiglio

Giorgia ai play off

lunedì, 30 Marzo 2026
2 minuti di lettura

“Anche un cuoco può essere utile in una bufera” recitava un bellissimo verso di una canzone di Francesco De Gregori. E proprio nel caso della tormenta, mediatica ed empirica dei risultati elettorali, il Presidente del Consiglio si trova ad arginare le prime mareggiate su di un governo che tra situazioni imprevedibili e il contesto internazionale ha fino adesso navigato senza troppi scossoni. Si intravede una certa stanchezza politica e di collaborazione tra forze che compongono la coalizione, e ritornando al verso del brano, basterebbe ricentrare alcuni obiettivi e renderli omogenei. Proprio nella metafora del cuoco, c’è l’analisi che la riscoperta di temi semplici ma importanti potrebbero riequilibrare l’assetto del governo.

Giorgia Meloni ha cercato di portare il suo raggio di azione politica ad un livello internazionale di spessore, e per un po’ di tempo ci è riuscita per poi scontrarsi con una situazione paradossale: un Europa distante, disgregata politicamente, ormai sul crinale della fine del PNRR: Gli Stati Uniti che per anni sono stati guidati dal cosiddetto “ Deep state”, ossia lo macchina più profonda e solida del potere, che è stata capace di pilotare(anche facendo errori importanti) per anni o almeno riequilibrare alcune politiche dei Presidenti precedenti, in balia dell’ uragano Trumpiano, inaspettato e per certi versi allarmante.
Il suo librarsi in volo, forse l’ha resa più vulnerabile sul piano del pensiero del popolo, quel popolo da cui proviene e che per certi versi la premia ancora.

La questione energetica, e soprattutto la gestione delle risorse dell’ambiente dovrà essere il banco di prova: porre uno sguardo al futuro del clima, ripensare la pubblica amministrazione, l’impatto che avrà l’Intelligenza artificiale e ridefinirne gli usi, per attrarre quei giovani che non misurano l’attività lavorativa sulla presenza fisica, ma sugli obiettivi.
Uno shock fiscale, per rideterminare sacche di potere, ridisegnare i confini di alcuni rapporti politici, perché inevitabilmente Giorgia ha virato verso un centro che sta per essere invaso da molti e che sarà il girone dove misurarsi. “e alla sera da dietro a quei monti, si sentono colpi non troppo lontani, C’è chi dice che sono banditi, e chi dice Americani” un altro verso della canzone di De Gregori: Giorgia meloni dovrà misurarsi con un momento unico nella storia dove la politica internazionale sta attraversando la fase più insidiosa dalla fine della Seconda guerra mondiale. Gli Stati Uniti saranno il nostro amico di fuoco o il nostro fuoco amico? Impossibile prevedere, ma in quest’anno che per metafora potrebbe corrispondere ad un Play off per il governo nazionale, l’occasione di recuperare quel senso popolare e di trasformazione di assetto del potere politico nazionale in funzione sociale sarà fondamentale.

Le classi ambiscono ad una rivalutazione: impiegati, operai, imprenditori; La nazione si espone ad una rivoluzione tecnico-culturale senza precedenti e l’intellighènzia destra e di sinistra sarà messa a dura prova: Insegnare all’AI a sbatterci fuori dal nostro sistema economico o gestirla e accompagnarci verso una alba di rinnovamento. Alla fine, però, la politica si misura sui fatti. Energia, fisco, macchina dello Stato: è lì che si gioca la partita. Ridurre il costo dell’energia e rendere il Paese meno dipendente, semplificare una pubblica amministrazione ancora troppo lenta, alleggerire la pressione fiscale senza mettere a rischio i conti: obiettivi chiari, ma tutt’altro che semplici. Sul fondo resta la vera sfida, quella che attraversa tutte le altre: governare il cambiamento. L’intelligenza artificiale non è una prospettiva, è già realtà. E impone scelte rapide, capacità di adattamento, visione. È su questo terreno che si misurerà la solidità dell’azione di governo. Non nelle dichiarazioni, ma nella capacità di trasformare una fase di incertezza in direzione politica. Perché nelle tempeste, alla fine, non conta evitare le onde, ma saper tenere la rotta. “In una bella giornata di sole, qui si fa l’Italia e si muore”.

Giovanni Gregori
Professore Geopolitica della Sicurezza

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