È morto a 73 anni David Riondino, artista poliedrico che ha attraversato oltre quattro decenni di scena culturale italiana tra musica, teatro, televisione e scrittura. Nato a Firenze, Riondino è stato uno dei protagonisti più originali della sua generazione, capace di fondere satira, poesia e narrazione in uno stile inconfondibile. Gli esordi risalgono al fervido ambiente musicale fiorentino degli anni Settanta, dove iniziò a sperimentare come cantautore. Nel 1979 pubblicò il suo primo album, ‘David Riondino’, con l’etichetta Ultima Spiaggia. Tra il dicembre 1978 e il gennaio 1979 ebbe un’importante occasione: aprì i concerti della tournée di Fabrizio De André insieme alla Premiata Forneria Marconi, esperienza che contribuì a farlo conoscere al grande pubblico. L’anno successivo uscì il secondo disco, ‘Boulevard’.
Ancora giovanissimo fu tra i fondatori, insieme alla sorella Chiara, del Collettivo Víctor Jara, laboratorio creativo che univa teatro, musica e animazione. Parallelamente si affermò come autore satirico, collaborando con testate storiche della controcultura come ‘Il Male’, ‘Cuore’ e ‘Il manifesto’.
Televisione e teatro
Il debutto televisivo arrivò nel 1987 con programmi come ‘Lupo solitario’, seguito da numerose partecipazioni che lo resero familiare al grande pubblico, fino al ‘Maurizio Costanzo Show’ e a ‘Quelli che il calcio’. Negli stessi anni proseguì l’attività musicale con opere particolari e ricercate, come ‘Tango dei miracoli’, progetto dalla lunga gestazione pubblicato nel 1987 con le illustrazioni di Milo Manara. Il teatro rappresentò una parte sempre più centrale del suo percorso artistico. Nel 1989 debuttò con ‘Romanzo picaresco’, cui seguirono spettacoli come ‘Chiamatemi Kowalski’ e ‘La commedia da due lire’, realizzati con Paolo Rossi. Negli anni Novanta consolidò la sua presenza sulle scene: nella stagione 1993-1994 fu protagonista di ‘O patria mia’, diretto da Giuseppe Bertolucci, accanto a Sabina Guzzanti.
Nel 1996 portò in scena ‘Solo con un piazzato bianco’, recital scritto e interpretato da lui stesso. L’anno successivo iniziò un sodalizio artistico con Dario Vergassola, con cui girò i teatri italiani con spettacoli di successo come ‘I cavalieri del Tornio’ e, dal 2001, ‘Todos Caballeros’ ispirato al Don Chisciotte della Mancia.





