La FIGISC (Federazione Italiana Gestori Impianti Stradali Carburanti) torna a sollecitare l’esecutivo sulla questione accise, chiedendo formalmente una proroga del decreto che ha ridotto il peso fiscale sui carburanti. La richiesta è stata indirizzata al Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai Ministri Giancarlo Giorgetti e Matteo Salvini. Secondo quanto emerge dalla comunicazione ufficiale l’associazione evidenzia come il contesto internazionale resti fortemente instabile, soprattutto a causa delle tensioni geopolitiche in aree strategiche per l’approvvigionamento energetico globale. Una situazione che continua a incidere sui prezzi dell’energia e, di conseguenza, sull’intero sistema economico.
Nel documento FIGISC sottolinea che il tema delle accise non riguarda esclusivamente il costo del carburante per automobilisti e famiglie, ma ha effetti molto più ampi. Dalla mobilità quotidiana al trasporto merci, fino alla logistica e alla distribuzione commerciale, ogni settore risente direttamente delle variazioni dei prezzi alla pompa.
Aumento dei costi
Un’eventuale cessazione della misura, avverte la federazione, potrebbe tradursi in un aumento generalizzato dei costi: rincari nei prezzi al consumo, maggiori spese di approvvigionamento e difficoltà lungo le filiere produttive. Tutto ciò con un impatto diretto anche sul potere d’acquisto delle famiglie. Per evitare queste ricadute FIGISC propone una proroga definita “temporanea e monitorata” del decreto, almeno fino a quando il quadro internazionale non mostrerà segnali concreti di stabilizzazione. L’obiettivo è garantire continuità operativa alle imprese e sostenere la competitività del sistema economico nazionale in una fase ancora delicata.
“La misura rappresenterebbe non solo un sostegno alla mobilità dei cittadini, ma anche un intervento di cautela economica”, si legge nella nota, che richiama l’attenzione sul rischio di un “repentino ritorno a condizioni di piena pressione fiscale” sui carburanti.
Equilibrio tra conti pubblici e crescita
FIGISC riconosce la necessità di valutare attentamente ogni intervento fiscale, soprattutto in relazione agli equilibri di bilancio. Ma invita il Governo a considerare anche i costi indiretti che potrebbero derivare dall’eliminazione della riduzione delle accise in un contesto ancora segnato da incertezze globali.





