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Direttiva anticorruzione UE, via libera del Parlamento: reati armonizzati e nuove regole comuni

Impatto anche sull’Italia, a partire dall’abuso d’ufficio. Definite a livello europeo le fattispecie penali e rafforzata la cooperazione tra Stati
venerdì, 27 Marzo 2026
1 minuto di lettura

Il Parlamento europeo ha adottato in via definitiva una nuova direttiva che introduce un quadro armonizzato di diritto penale per prevenire e contrastare la corruzione nell’Unione. Il provvedimento, concordato in via provvisoria con il Consiglio nel dicembre 2025, è stato approvato con 581 voti favorevoli, 21 contrari e 42 astensioni.

Le nuove regole

La normativa stabilisce a livello UE quali condotte devono essere considerate reati dagli Stati membri, uniformando le definizioni giuridiche e colmando le lacune esistenti, soprattutto nei casi transfrontalieri. Tra le fattispecie incluse figurano la corruzione nel settore pubblico e privato, l’appropriazione indebita, l’ostruzione della giustizia, il traffico di influenze, l’esercizio illecito di funzioni (abuso d’ufficio), l’arricchimento illecito legato alla corruzione e il relativo occultamento.

Definite le nuove sanzioni

Oltre a definire i reati, la direttiva armonizza le sanzioni, fissando però solo livelli massimi: i Paesi UE potranno adottare norme più severe in base ai propri ordinamenti. Il testo introduce anche obblighi strutturali per gli Stati membri, che dovranno dotarsi di strategie nazionali anticorruzione aggiornate periodicamente, coinvolgere la società civile e condurre regolari valutazioni dei rischi.

Più prevenzione

Particolare attenzione è dedicata alla prevenzione: saranno richiesti sistemi efficaci per evitare conflitti di interesse, garantire la trasparenza del finanziamento politico e rafforzare gli standard etici nella pubblica amministrazione. Gli Stati dovranno inoltre istituire organismi dedicati, dotati di adeguata indipendenza, per contrastare la corruzione.

Rafforzare la cooperaziine

La direttiva punta anche a rafforzare la cooperazione tra autorità nazionali e organismi europei, come OLAF, la Procura europea, Europol ed Eurojust, migliorando lo scambio di informazioni e il coordinamento operativo. Previsto inoltre l’obbligo di pubblicare annualmente dati comparabili e accessibili, con l’obiettivo di sostenere decisioni basate su evidenze.

L’entrata in vigore

Il testo dovrà ora essere formalmente adottato dal Consiglio ed entrerà in vigore venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirlo, che diventano 36 per le disposizioni relative alle strategie nazionali e alle valutazioni dei rischi.

Impatto anche sull’Italia

Tra i passaggi più rilevanti, anche le implicazioni per l’Italia. Secondo la relatrice del Parlamento europeo, Raquel García Hermida-Van der Walle, il nostro Paese dovrà reintrodurre almeno due fattispecie penali riconducibili all’abuso d’ufficio tra i reati più gravi previsti dalla direttiva. “Una delle vittorie più importanti di questa negoziazione”, ha dichiarato l’eurodeputata, sottolineando la necessità di tutelare l’interesse generale al di là delle posizioni dei singoli governi.

Ampio consenso

Sul piano politico, il voto ha registrato un ampio consenso anche tra gli eurodeputati italiani: tutti favorevoli, ad eccezione di Roberto Vannacci, unico a esprimersi contro. A livello europeo, le opposizioni si sono concentrate in alcune delegazioni del gruppo dei Patrioti, in particolare da Spagna, Belgio, Portogallo e Polonia.

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