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Viktor Orban, Primo Ministro Ungheria

Scontro Ue-Ungheria per presunte fughe di notizie verso Mosca. Droni ucraini colpiscono porto russo. Zelensky: “Russia fornisce intelligence all’Iran”

Bruxelles chiede chiarimenti a Budapest, Berlino invoca “Strumenti per sanzionare”. Attacco ucraino al terminal petrolifero di Primorsk. Mosca: soluzione diplomatica anche con “capitolazione”. Sette civili uccisi nei raid russi, arrestato un presunto agente a Bucha.
martedì, 24 Marzo 2026
2 minuti di lettura

Nuova ondata di attacchi incrociati tra Russia e Ucraina, mentre nell’Unione europea cresce lo scontro politico attorno a Budapest. La Commissione europea ha definito “motivo di grande preoccupazione” le notizie secondo cui il ministro degli Esteri ungherese avrebbe riferito a Mosca contenuti di riunioni riservate. “Ci aspettiamo che il governo ungherese fornisca chiarimenti”, ha dichiarato la portavoce Anitta Hipper.

Berlino ha alzato il tono. “Le accuse sono molto gravi… ci sono strumenti nei trattati europei per sanzionare” eventuali violazioni, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri tedesco Martin Giese. Il premier ungherese Viktor Orbán ha reagito ordinando un’indagine su presunte intercettazioni telefoniche ai danni del ministro e definendo l’episodio “un attacco grave contro l’Ungheria”.

Energia, aiuti, diplomazia

In questo contesto, la Germania ha annunciato un accordo per finanziare la produzione di 15 mila droni intercettori “Strila” destinati all’Ucraina. Il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha ha chiesto di aumentare la pressione su Mosca e di garantire la presenza di “navi da guerra” alleate nel Mar Nero. Sul fronte negoziale, Mosca ha ribadito una linea durissima. La portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova ha dichiarato che una soluzione diplomatica può includere “una capitolazione” dell’Ucraina. Zelensky ha annunciato che Kiev valuta l’importazione di gas naturale liquefatto dal Mozambico, dopo aver perso circa metà della produzione interna a causa degli attacchi russi. Nel frattempo la Francia ha dirottato a Marsiglia la petroliera Deyna, sospettata di appartenere alla “flotta fantasma” russa usata per aggirare le sanzioni. Sul piano globale, gli Stati Uniti stanno valutando un possibile invito al presidente bielorusso Alexander Lukashenko per un incontro con Donald Trump, mentre il Kenya ha promesso l’amnistia ai cittadini arruolati nelle forze russe.

Zelensky: intelligence russa all’Iran

Parallelamente, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di collaborare con Teheran. “Disponiamo di prove inconfutabili che dimostrano che i russi continuano a fornire informazioni di intelligence al regime iraniano”, ha affermato. Secondo Kiev, Mosca starebbe anche pianificando nuove stazioni di controllo per droni in Bielorussia. Zelensky ha inoltre lamentato che “la situazione relativa all’Iran” sia ora “l’obiettivo principale della parte americana”, commentando i colloqui con Washington.

Attacchi ai porti russi

Nella notte tra il 23 e il 24 marzo, un attacco con droni ucraini ha provocato un incendio nel porto russo di Primorsk, sul Baltico, vicino al confine con la Finlandia. “Un serbatoio di carburante è stato danneggiato… provocando un incendio”, ha dichiarato il governatore Alexander Drozdenko, precisando che oltre 70 droni sono stati abbattuti. Kiev ha affermato di aver colpito un terminal della società Transneft e anche una raffineria a Ufa, negli Urali. Gli attacchi hanno avuto immediate ripercussioni sul traffico petrolifero. Secondo Reuters, i porti di Primorsk e Ust-Luga, tra i principali hub russi per l’export di greggio e carburanti, hanno sospeso temporaneamente le spedizioni. Ust-Luga ha poi ripreso i carichi, mentre Primorsk è rimasto chiuso. Sempre sul fronte energetico, la raffineria russa di Saratov ha sospeso le operazioni dopo un attacco del 21 marzo. L’unica unità di distillazione, con una capacità di 20 mila tonnellate al giorno, risulta ferma. Gli attacchi hanno causato anche disagi al traffico aereo: oltre 100 voli sono stati cancellati o ritardati all’aeroporto Pulkovo di San Pietroburgo, rimasto chiuso per circa 16 ore.

Raid russi e vittime civili

Le autorità ucraine riferiscono che nella giornata precedente almeno sette civili sono morti e 17 sono rimasti feriti. L’aeronautica ucraina ha dichiarato di aver intercettato 234 dei 251 droni lanciati dalla Russia. I combattimenti restano intensi lungo il fronte. Secondo il comandante Oleksandr Syrsky, tra il 17 e il 20 marzo le forze russe hanno condotto 619 assalti, concentrati su Pokrovsk e Oleksandrivka. A Bucha, vicino Kiev, due esplosioni hanno ferito due agenti di polizia. I servizi di sicurezza ucraini hanno annunciato l’arresto di un sospetto agente russo coinvolto nell’attacco.

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