Proseguono i colloqui tra Kiev e Washington mentre sul terreno continuano gli attacchi reciproci tra Russia e Ucraina, con raid su infrastrutture energetiche, vittime civili e nuovi scontri politici in Europa.
Il segretario del Consiglio di sicurezza ucraino Rustem Umerov ha riferito dell’incontro in Florida con la delegazione statunitense guidata dall’inviato speciale Steve Witkoff, alla presenza di Jared Kushner e altri consiglieri della Casa Bianca.
Le parti hanno discusso “le questioni chiave e i prossimi passi” per arrivare a risultati concreti nel processo negoziale. Lo stesso Witkoff ha definito gli incontri “costruttivi”, sottolineando che le discussioni si sono concentrate sulla risoluzione delle questioni ancora in sospeso per avvicinarsi a un accordo di pace.
Reazioni internazionali
Sul piano internazionale, il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha riferito di un colloquio telefonico con il presidente statunitense Donald Trump su Iran, Israele e Ucraina, concordando di mantenere “stretto contatto” sui principali dossier di sicurezza.
Dal Cremlino il portavoce Dmitry Peskov ha ridimensionato il ruolo europeo, affermando che “l’Europa non è nella posizione di ricattare qualcuno” e sostenendo che sarebbe invece l’Ucraina a condizionare i governi europei. Le dichiarazioni arrivano mentre cresce la tensione all’interno dell’Unione.
Scontro Budapest-Varsavia
Il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó ha accusato il premier polacco Donald Tusk e il capo della diplomazia Radoslaw Sikorski di diffondere “fake news” per sostenere l’opposizione ungherese.
Le polemiche sono legate a indiscrezioni secondo cui Szijjártó avrebbe contattato regolarmente il ministro russo Sergei Lavrov durante le pause delle riunioni Ue. Secondo il Washington Post, citando un funzionario di sicurezza europeo, queste telefonate avrebbero aggiornato Mosca “in tempo reale” sulle discussioni, facendo sì che “ogni riunione dell’Ue avesse praticamente Mosca al tavolo”.
Lo stesso quotidiano riferisce inoltre che i servizi russi avrebbero valutato in passato l’ipotesi di un finto attentato contro il premier ungherese Viktor Orbán per rafforzarne il consenso elettorale. Il piano, denominato “Game changer”, mirava a spostare la campagna su temi di sicurezza e stabilità. Il progetto non sarebbe stato realizzato.
Raid e attacchi
Le difese ucraine hanno dichiarato di aver neutralizzato 127 dei 139 droni lanciati dalla Russia, ma un attacco ha colpito l’area di Donetsk causando almeno un morto e diversi feriti. Un altro bombardamento russo ha preso di mira infrastrutture energetiche nella regione di Zaporizhzhia, lasciando senza elettricità oltre 47mila abitazioni. Parte della rete è stata ripristinata, ma proseguono gli interventi di emergenza.
Sul terreno, l’esercito ucraino ha rivendicato di aver mantenuto il controllo del villaggio di Pokrovka, nell’oblast di Sumy, smentendo le dichiarazioni russe sulla conquista della località. “Pokrovka è praticamente distrutta, ma non ha capitolato”, ha affermato il 14° corpo d’armata, pubblicando immagini della bandiera ucraina issata tra le rovine. Parallelamente Kiev ha colpito la regione russa di Belgorod.
Secondo il governatore Vyacheslav Gladkov, il bombardamento sul villaggio di Smorodino ha provocato quattro morti, tutte donne. L’attacco avrebbe distrutto una struttura sociale e un negozio.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha denunciato l’intensità degli attacchi russi, affermando che nell’ultima settimana Mosca ha lanciato “quasi 1.550 droni d’attacco, oltre 1.260 bombe aeree guidate e due missili”. Secondo Zelensky, l’allentamento delle sanzioni consentirebbe alla Russia di aumentare le entrate petrolifere e “finanziare la guerra”, rafforzando “il senso di impunità” del Cremlino. Il presidente ucraino ha chiesto di intensificare la pressione e bloccare la “flotta ombra” russa.





