In Italia cambia il rapporto con il lavoro, soprattutto tra i più giovani. Secondo quanto emerge dal Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, oltre il 40% degli italiani soffre di ergofobia, ovvero un forte disagio legato all’idea di recarsi sul posto di lavoro.
Un dato che si accompagna a una crescente disaffezione verso la carriera: un terzo degli intervistati si dichiara poco interessato a percorsi professionali tradizionali.
Tra gli under 34 si rafforza la ricerca di equilibrio tra vita privata e lavoro, con il cosiddetto “work-life balance” che diventa il principale criterio nella scelta dell’impiego. Il concetto di benessere sostituisce quello più ampio di welfare, mentre cresce l’esigenza di disconnessione fuori dall’orario lavorativo. Il 71% vorrebbe una settimana lavorativa più corta e l’88% chiede condizioni di maggiore qualità della vita.
Questo cambiamento si riflette anche nei rapporti tra domanda e offerta: le imprese segnalano difficoltà nel trovare personale, a fronte di un 2% di posti stabilmente vacanti. Il reclutamento di risorse umane è oggi la principale criticità indicata dagli imprenditori, davanti anche ai costi energetici e ai rischi digitali.
Crescita dell’occupazione
Il fenomeno si inserisce in un contesto di crescita dell’occupazione, che ha raggiunto quota 24 milioni di lavoratori. Ma l’aumento degli occupati supera quello del Pil, segnalando una diffusione di lavori a bassa produttività e marginalità.
Parallelamente, cresce l’orientamento verso l’estero: oltre la metà dei giovani italiani considera altri Paesi europei più favorevoli per costruire il proprio futuro, con preferenze per Germania, Regno Unito, Francia e Spagna. Solo una minoranza, inferiore al 12%, ritiene che l’Italia offra le migliori opportunità.





