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Ettore Prandini, Presidente Coldiretti
Ettore Prandini, Presidente Coldiretti

Crisi dei costi, agricoltura sotto pressione: Coldiretti chiede interventi urgenti all’Ue

Rincari fino al 30% tra energia e fertilizzanti, pesca in difficoltà per il caro gasolio
domenica, 22 Marzo 2026
2 minuti di lettura

L’esplosione dei costi di produzione, con aumenti fino al 30% legati alle tensioni internazionali e alla guerra in Iran, mette a rischio le produzioni agricole italiane e impone misure urgenti di sostegno da parte dell’Unione europea. È l’allarme lanciato da Coldiretti in occasione della mobilitazione che ha riunito tremila agricoltori e pescatori dell’Adriatico al Pala Dean Martin di Montesilvano, in Abruzzo, tappa di un percorso nazionale che ha già coinvolto oltre 40mila soci.

Pratiche ingannevoli e speculazioni

Al centro della protesta anche la denuncia di pratiche ritenute ingannevoli, come le modifiche al codice doganale che consentirebbero di etichettare come Made in Italy prodotti che italiani non sono. All’iniziativa hanno partecipato, tra gli altri, il presidente Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo e il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.

Costi in forte aumento

A pesare sui bilanci delle aziende agricole sono soprattutto energia, fertilizzanti e antiparassitari, con incrementi complessivi fino al 30%, che colpiscono in particolare le realtà più meccanizzate. I fertilizzanti registrano gli aumenti più significativi: il prezzo dell’urea è cresciuto di circa il 35% rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran, con rincari superiori ai 200 euro a tonnellata, secondo i dati delle Camere di Commercio analizzati da Coldiretti.

Fertilizzanti, non siamo autonomi

In rialzo anche nitrato e solfato ammonico, in uno scenario che – come già avvenuto con la guerra in Ucraina – evidenzia la fragilità dell’Europa, sempre più dipendente dall’estero per la produzione di fertilizzanti.

No al Cbam, si ai concimi naturali

Per Coldiretti è necessaria una svolta: da un lato la valorizzazione dei concimi naturali come il digestato, dall’altro la cancellazione del Cbam (Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere), che grava sui fertilizzanti aumentando i costi per le imprese agricole e mettendo a rischio la sovranità alimentare europea. Il tema è stato al centro anche di un confronto con il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Prezzi squilibrati lungo la filiera

Nonostante i rincari al consumo, i prezzi riconosciuti agli agricoltori restano bassi, penalizzando i produttori e i consumatori. Secondo i listini Ismea della seconda settimana di marzo, le fragole registrano un calo del 18%, mentre mele e pere restano stabili e i kiwi segnano un lieve aumento dell’1%. In flessione anche carciofi, bieta, finocchi, indivia e lattuga; in aumento invece carote, cipolle e cavolfiori.

Pesca in crisi per il caro carburanti

La crisi colpisce duramente anche la pesca. L’aumento del costo del gasolio ha ridotto del 20% la disponibilità di pesce italiano rispetto al periodo precedente al conflitto in Iran. Le marinerie sono costrette a limitare le uscite in mare per contenere le spese, con un consumo medio di circa 500 litri di carburante per ogni giornata di pesca. Le prime settimane di marzo hanno registrato un calo significativo del prodotto nei principali mercati ittici rispetto a febbraio. In questo contesto, Coldiretti valuta positivamente il credito d’imposta annunciato dal ministro Lollobrigida, ritenuto un sostegno importante per favorire la ripresa delle attività

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