L’ambasciatore cinese negli Stati Uniti, Xie Feng, ha dichiarato che la Cina intende porsi come “un’oasi di certezza e un punto di riferimento per la stabilità globale”, un messaggio che arriva in un momento di forte tensione internazionale e di crescente competizione strategica tra le grandi potenze.
L’intervento, pronunciato durante un forum diplomatico a Washington, riflette la volontà di Pechino di presentarsi come attore responsabile e prevedibile, in contrasto con quella che definisce “l’incertezza generata da alcuni Paesi occidentali”. Xie ha sottolineato che la Cina continuerà a perseguire una politica estera improntata al multilateralismo e alla cooperazione economica, insistendo sul fatto che la crescita cinese non rappresenta una minaccia ma un’opportunità per il mondo. Ha citato come esempi la Belt and Road Initiative, gli investimenti nei Paesi emergenti e il ruolo di Pechino nei negoziati climatici.
“In un’epoca di crisi sovrapposte, la Cina offre continuità, sviluppo e dialogo,” ha affermato, ribadendo che il Paese non cercherà mai l’egemonia. Le sue parole, tuttavia, sono state accolte con cautela negli ambienti politici statunitensi, dove persistono preoccupazioni per le ambizioni militari cinesi, le tensioni su Taiwan e le dispute commerciali.
Alcuni analisti ritengono che il messaggio di Xie sia parte di una più ampia strategia di soft power, volta a contrastare la narrativa occidentale che descrive la Cina come un fattore destabilizzante. Altri osservano che Pechino stia cercando di capitalizzare il disordine globale per rafforzare la propria immagine di potenza affidabile. Il discorso dell’ambasciatore arriva mentre le relazioni tra Washington e Pechino attraversano una fase di fragile distensione, con colloqui tecnici in corso su commercio, sicurezza e intelligenza artificiale.





