Nel 2025 si sono registrate quasi 18mila aggressioni contro operatori sanitari e sociosanitari in Italia, con oltre 23mila persone coinvolte. È quanto emerge dalla relazione dell’Osservatorio nazionale sulla sicurezza, pubblicata dal Ministero della Salute in occasione della giornata dedicata alla prevenzione della violenza nel settore. Il numero degli episodi risulta sostanzialmente stabile rispetto al 2024, mentre cresce il totale degli operatori colpiti. Gli aggressori sono soprattutto pazienti, seguiti da familiari e caregiver. Le violenze sono in larga parte verbali (69%), mentre quelle fisiche si attestano al 25%.
Le categorie più esposte sono gli infermieri (55%), seguiti da medici (16%) e operatori socio-sanitari (11%). Le donne risultano le più colpite, con una quota superiore al 60%. Gli episodi si concentrano soprattutto negli ospedali, in particolare nei Pronto soccorso, nei reparti psichiatrici e nelle aree di degenza.
“Fenomeno inaccettabile”
Il Ministro della Salute Orazio Schillaci definisce il fenomeno “inaccettabile” e ricorda l’inasprimento delle sanzioni, fino all’arresto in flagranza differita, oltre alle misure per rafforzare la prevenzione. Il Ministero ha inoltre aggiornato le linee guida per la sicurezza, estendendo la tutela a tutto il personale coinvolto nei servizi sanitari, inclusi operatori di supporto e front office. Tra le misure previste: maggiore promozione della segnalazione, supporto psicologico agli operatori aggrediti, formazione del personale e potenziamento dei sistemi di sicurezza, come videosorveglianza, allarmi e presidi di polizia nelle strutture più a rischio.
Previsti anche interventi per ridurre le tensioni nei luoghi di cura, come una migliore gestione delle attese e campagne informative rivolte ai cittadini.





