L’Italia resta fuori dal conflitto in Medio Oriente e conferma il proprio impegno nelle missioni difensive già in corso. È la linea ribadita dal Ministro degli Esteri Antonio Tajani intervenuto stamattina all’interno della trasmissione televisiva ‘Agorà’, durante la quale ha chiarito la posizione del governo tra tensioni internazionali e sicurezza energetica.
“Siamo sempre stati leali con gli Stati Uniti, a prescindere da chi fosse presidente – ha dichiarato – ma questa guerra non riguarda un’area di competenza della Nato”. Tajani ha sottolineato come l’Italia non sia coinvolta direttamente nel conflitto e non abbia ricevuto richieste di partecipazione militare.
Il Vicepremier ha confermato che l’azione italiana resta concentrata sulla sicurezza marittima. La Marina militare continuerà a operare nel Mar Rosso per garantire la libertà di navigazione e la protezione delle rotte commerciali. “Saremo impegnati a garantire il passaggio delle navi mercantili, come già avviene con la missione Aspides, e a difenderle dagli attacchi dei pirati con la missione Atalanta”, ha spiegato.
No a interventi nello Stretto di Hormuz
Netta la posizione sull’eventuale coinvolgimento nello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico petrolifero mondiale. “Andare lì significherebbe infilarsi in una guerra, cosa che non vogliamo”, ha detto Tajani, sottolineando la necessità di una soluzione diplomatica sotto l’egida dell’Onu.
Il blocco dello stretto, ha aggiunto, avrebbe conseguenze globali sul mercato dell’energia. Il Ministro ha poi analizzato la situazione in Iran, parlando di un Paese sotto pressione ma ancora in grado di reagire militarmente.
“L’Iran sta subendo colpi durissimi, anche grazie a una rete interna che fornisce informazioni sensibili a Stati Uniti e Israele”. Tajani ha quindi condannato la reazione iraniana, accusando il Paese di colpire Stati non coinvolti direttamente negli attacchi americani e israeliani, e ha ribadito l’urgenza di fermare il programma nucleare.
Scenario
Secondo il titolare della Farnesina il conflitto non si risolverà rapidamente: “Non sarà una guerra che si concluderà in pochi giorni”. In questo contesto, l’Italia mantiene una linea prudente: sostegno agli alleati, difesa degli interessi strategici e nessun coinvolgimento diretto nelle operazioni militari.





