Mentre nuovi bombardamenti russi hanno colpito diverse regioni ucraine e Kiev rivendica attacchi contro navi e infrastrutture russe, il conflitto ucraino si intreccia sempre più con la guerra in Iran. Ebrahim Azizi, presidente della commissione sicurezza del Parlamento iraniano, ha dichiarato che l’Ucraina “ha trasformato l’intero suo territorio in un obiettivo legittimo” per Teheran, accusando Kiev di aver fornito droni a Israele. Sul piano politico crescono le tensioni nell’Ue e si aggiunge la minaccia dell’Iran, che ha definito il territorio ucraino un “obiettivo legittimo”.
Secondo le autorità ucraine, gli attacchi russi di ieri hanno causato almeno sette morti e 46 feriti. Nella regione di Kiev quattro persone sono state uccise da droni e missili che hanno colpito magazzini, case e infrastrutture civili. A Zaporizhzhia è morto un uomo di 32 anni e tra i feriti c’è anche un diciassettenne. Un civile di 51 anni è stato ucciso nella regione di Kherson. Attacchi sono stati segnalati anche a Kharkiv, Sumy e Donetsk. L’aeronautica ucraina ha riferito di aver intercettato tutti i missili da crociera russi dell’ultimo attacco su larga scala. Il portavoce Yurii Ihnat ha parlato di un risultato “molto raro”, ottenuto grazie ai Patriot e ai caccia F16.
Kiev colpisce navi, porto e raffineria
Parallelamente, Kiev ha rivendicato operazioni contro obiettivi militari e logistici russi. Secondo l’intelligence militare ucraina, nella notte tra il 13 e il 14 marzo sono state colpite due navi usate dalla Russia per trasportare armi e mezzi attraverso lo stretto di Kerch. Si tratta del traghetto ferroviario Slavyanin e della nave Avangard, considerati nodi importanti della logistica militare russa. Le forze ucraine hanno inoltre dichiarato di aver colpito la raffineria di Afipsky e il porto di Kavkaz, nella regione di Krasnodar. Mosca ha confermato attacchi con droni nella zona, sostenendo di averne abbattuti 87 e segnalando danni al porto e alla raffineria.
Petroliera greca colpita nel Mar Nero
La tensione si è estesa anche al traffico marittimo. La petroliera greca Maran Homer è stata colpita da un ordigno non identificato vicino al porto russo di Novorossiysk, nel Mar Nero. Secondo l’armatore e le autorità greche, ci sono stati solo danni materiali e nessun ferito tra i 24 membri dell’equipaggio. Atene ha definito l’episodio “inaccettabile e molto pericoloso” e ha annunciato che porterà la questione al prossimo Consiglio europeo.
Ue divisa, Macron avverte Mosca
Sul piano politico, l’Ue resta divisa sulla linea da tenere verso la Russia. Gli ambasciatori dei Paesi membri hanno avviato la procedura per prorogare di sei mesi le sanzioni individuali contro circa 2.700 persone ed entità russe. Il rinnovo è stato sbloccato dopo la rinuncia della Slovacchia al veto, mentre l’Ungheria continua a contestare le misure. Viktor Orbán ha dichiarato che l’Europa “non può superare la crisi energetica senza il petrolio russo”.
Anche il premier belga Bart De Wever ha sostenuto che l’Ue non è in grado di costringere militarmente Mosca a cedere e dovrebbe avere un mandato per negoziare direttamente con il Cremlino. All’Eliseo, durante l’incontro con Volodymyr Zelensky, Emmanuel Macron ha respinto l’idea che la guerra in Medio Oriente possa favorire la Russia. “La Russia si sbaglia se pensa che la guerra in Iran le offra una tregua”, ha detto, confermando la volontà europea di mantenere le sanzioni. Zelensky ha avvertito che Mosca potrebbe sfruttare l’instabilità globale per aumentare la pressione sull’Ucraina e ha chiesto all’Europa di rafforzare la produzione di sistemi di difesa aerea. Intanto l’esercito ucraino segnala preparativi russi per una possibile offensiva verso Sloviansk, uno dei centri chiave della linea difensiva nel Donbas.





