Il Wwf mantiene alta l’attenzione sulla metaniera russa ArcticMetagaz, alla deriva nel Canale di Sicilia dopo alcune esplosioni avvenute tra il 3 e il 4 marzo. L’imbarcazione, senza equipaggio e fuori controllo, si trova a circa 26 miglia da Linosa e trasporta circa 900 tonnellate di gasolio e oltre 60 mila tonnellate di gas naturale liquefatto.
Secondo l’organizzazione ambientalista, una eventuale fuoriuscita potrebbe provocare incendi, nubi criogeniche pericolose per la fauna marina e un inquinamento esteso delle acque e dell’atmosfera. L’area interessata è considerata tra le più ricche di biodiversità del Mediterraneo e ospita numerose specie protette, tra cui cetacei, tartarughe marine e grandi predatori pelagici come tonno rosso e pesce spada.
Il Wwf sottolinea che un incidente potrebbe avere conseguenze anche sulle economie delle isole Pelagie, basate soprattutto su pesca e turismo. L’organizzazione chiede quindi un intervento immediato delle autorità per rafforzare il monitoraggio nell’area, attivare un coordinamento internazionale tra Italia, Malta e organismi competenti e predisporre misure preventive contro eventuali sversamenti.
Le richieste
Tra le richieste anche maggiore trasparenza nelle comunicazioni, una valutazione urgente dei rischi per gli ecosistemi più vulnerabili e un rafforzamento dei controlli sul traffico marittimo nel Mediterraneo.
Il Wwf richiama inoltre il quadro normativo internazionale per la prevenzione dell’inquinamento marino e ribadisce la propria disponibilità a collaborare con le autorità. Secondo l’associazione, l’episodio evidenzia i rischi legati al trasporto e all’uso delle fonti fossili e la necessità di rafforzare le misure di tutela dei mari.





